I democratici riconquistano Camera e Senato americani
Le proiezioni di NBC News e CBS News assegnano al Partito Democratico il controllo di entrambi i rami del Congresso dal prossimo gennaio. Trump collega la sconfitta repubblicana alla guerra con l'Iran.
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si chiudono con una vittoria netta per il Partito Democratico, che tornerà a controllare sia la Camera dei Rappresentanti sia il Senato a partire da gennaio. Lo indicano le proiezioni diffuse da NBC News e da CBS News nelle ore successive al voto.
Al Senato, dove il ricambio è storicamente più lento perché solo una parte dei seggi è in palio a ogni tornata, i democratici hanno strappato ai repubblicani almeno sette collegi che fino a ieri erano saldamente nelle mani del Partito Repubblicano: Iowa, Kansas, Ohio, Maine, North Carolina, South Carolina e Texas. È un capovolgimento che attraversa aree politicamente diverse tra loro, dal Midwest a stati del Sud considerati a lungo stabilmente conservatori.
Alla Camera dei Rappresentanti il margine è ancora più ampio. Le proiezioni indicano per i democratici tra 255 e 268 seggi, un numero ben oltre i 218 necessari per ottenere la maggioranza. Significa che a gennaio il partito avrà i numeri per controllare l’agenda legislativa dell’aula e la composizione delle commissioni, incluse quelle con poteri di inchiesta sull’amministrazione in carica.
Il risultato consegna a Donald Trump due anni di governo con un Congresso in larga parte ostile, una condizione che complica l’approvazione di nuove leggi nella seconda metà del mandato presidenziale e rafforza il peso delle commissioni parlamentari, ora entrambe a guida democratica.
Lo stesso Trump ha offerto una propria lettura del voto, attribuendo la sconfitta repubblicana agli effetti della guerra con l’Iran sui prezzi del petrolio. È la spiegazione che il presidente ha scelto di mettere al centro del proprio commento a caldo, secondo quanto riferito dalle proiezioni elettorali e dalle dichiarazioni della Casa Bianca.
Per il Partito Democratico, che aveva perso il controllo di entrambe le camere nel turno elettorale precedente, si tratta di un recupero completo che restituisce ai gruppi parlamentari la gestione dei tempi legislativi e la presidenza delle commissioni permanenti. Per il Partito Repubblicano la sconfitta pone da subito la questione di chi guiderà l’opposizione interna al partito negli ultimi due anni dell’amministrazione, in un contesto in cui lo stesso presidente ha scelto di indicare un fattore di politica estera, la guerra con l’Iran, come causa principale del risultato elettorale piuttosto che le scelte di politica interna della propria amministrazione.
Il voto rientra tra i risultati più sbilanciati della storia recente delle elezioni di metà mandato, per l’ampiezza del ribaltamento registrato contemporaneamente in entrambi i rami del Congresso in un solo turno elettorale. I nuovi equilibri diventeranno operativi con l’insediamento del nuovo Congresso a gennaio, quando i sette seggi conquistati al Senato e la maggioranza alla Camera entreranno formalmente in vigore.
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