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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Tech & AI · Analisi venerdì 6 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Google riduce di 40 volte gli errori del suo processore quantistico

Uno studio pubblicato su Science mostra che la tecnica di "coltivazione degli stati magici" funziona sul processore Willow di Google, con una fedeltà logica del 99,99% e un passo verso computer quantistici tolleranti ai guasti.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Pachon in Motion su Pexels

Google Quantum AI ha pubblicato su Science, il 15 ottobre 2026, uno studio dal titolo “Magic state cultivation on a superconducting quantum processor”, in cui descrive un esperimento condotto sul proprio processore quantistico Willow.

La tecnica, chiamata appunto coltivazione degli stati magici, ha prodotto quelli che i ricercatori definiscono stati T con una fedeltà logica del 99,99%, riducendo gli errori di circa 40 volte rispetto agli stati prodotti senza questa procedura. Si tratta di un passo verso i cosiddetti computer quantistici tolleranti ai guasti, in grado cioè di continuare a funzionare correttamente anche in presenza di errori nei singoli componenti, uno dei principali ostacoli teorici e pratici allo sviluppo di questa tecnologia.

Google sostiene che produrre stati magici ad alta purezza, senza la tecnica descritta nello studio, rischiava in precedenza di consumare fino al 95% delle risorse complessive di un computer quantistico. Ridurre questo costo è uno dei nodi centrali per rendere i sistemi quantistici utilizzabili su problemi reali, al di là degli esperimenti dimostrativi condotti finora su scala ridotta nei laboratori di ricerca.

Va segnalato che lo studio proviene dagli stessi ricercatori di Google Quantum AI che hanno sviluppato sia la tecnica sia il processore Willow su cui è stata testata: la notizia, per quanto pubblicata su una rivista con revisione paritaria, proviene al momento da un’unica origine nel materiale raccolto, senza una verifica indipendente condotta da altri laboratori di calcolo quantistico. Questo non invalida il risultato, ma ne limita per ora la conferma a un solo soggetto, che è anche il principale beneficiario della notizia.

Il risultato si inserisce in un percorso di miglioramento progressivo dell’hardware quantistico di Google, con Willow già al centro di precedenti annunci dell’azienda sulla riduzione degli errori nei processori a superconduttore. Resta da vedere se la tecnica sarà riprodotta su architetture diverse da quelle sviluppate internamente da Google.

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