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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cinema & Spettacoli · Analisi venerdì 6 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Marrakech apre la sua 23ª edizione con Cotillard presidente di giuria

Il Festival di Marrakech presenta 76 film da 39 Paesi, con apertura affidata a "Mona" di Jesse Eisenberg. In concorso anche "Artificial" di Guadagnino, dedicato a Sam Altman, e opere di Hamaguchi e Moretti.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Domenico Bertazzo su Pexels

Il Festival Internazionale del Film di Marrakech ha reso nota il 2 novembre 2026 la selezione ufficiale della sua 23ª edizione, in programma dal 20 al 28 novembre. Il festival riunisce 76 film provenienti da 39 Paesi, dieci dei quali presentati in prima mondiale.

Ad aprire la rassegna sarà Mona, commedia diretta da Jesse Eisenberg e interpretata da Julianne Moore. La giuria sarà presieduta da Marion Cotillard, attrice francese premio Oscar, la cui nomina era stata annunciata il 13 ottobre.

Tra i titoli più attesi figura Artificial, il nuovo film del regista italiano Luca Guadagnino dedicato all’ascesa di Sam Altman, cofondatore di OpenAI, con Andrew Garfield nel ruolo del protagonista. Il regista giapponese Ryusuke Hamaguchi presenterà invece Soudain, con Virginie Efira, mentre Nanni Moretti porterà a Marrakech Les Cœurs affamés, interpretato da Louis Garrel e Jasmine Trinca.

Ampio spazio è riservato anche al cinema locale: il Panorama del cinema marocano riunirà sei lungometraggi tra finzione e documentario, con Bardi di Tala Hadid come film d’apertura della sezione e Cagoules di Mohamed Mouftakir presentato in prima mondiale.

La presenza di Guadagnino, Hamaguchi e Moretti nello stesso programma riflette la linea editoriale del festival marocchino, che negli anni ha coltivato un dialogo diretto tra autori europei, asiatici e nordamericani senza rinunciare a una sezione dedicata esclusivamente alla produzione nazionale. La scelta di aprire con una commedia anglofona come Mona, accanto a titoli d’autore più sperimentali, segnala anche un tentativo di allargare il pubblico oltre la nicchia cinefila.

La selezione di quest’anno conferma la vocazione internazionale del festival, che mette fianco a fianco produzioni europee, nordamericane e il cinema del Paese che lo ospita, in un programma distribuito su nove giorni di proiezioni. Il numero di prime mondiali — dieci su 76 titoli — resta un indicatore della capacità del festival di attrarre produzioni ancora inedite rispetto ad altre rassegne concorrenti nello stesso periodo dell’anno.

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