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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

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Il Bes 2026 fotografa un'Italia che migliora ma resta spaccata

La tredicesima edizione del Rapporto Bes dell'Istat, pubblicata il 26 ottobre, misura 148 indicatori di benessere: 54 migliorano, 55 restano stabili, 23 peggiorano rispetto all'anno precedente. Il divario Nord-Sud resta ampio.

L’Istat ha pubblicato il 26 ottobre 2026 la tredicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile, lo strumento con cui l’istituto misura ogni anno la qualità della vita in Italia attraverso 148 indicatori distribuiti in 12 ambiti diversi, dal lavoro alla salute, dall’istruzione all’ambiente.

Il confronto con l’anno precedente è possibile per 132 dei 148 indicatori complessivi: tra questi, 54 mostrano un miglioramento, 55 restano stabili e 23 peggiorano. È un bilancio che l’istituto presenta come leggermente positivo nel suo complesso, ma che nasconde, dietro il dato aggregato, differenze territoriali che il rapporto stesso mette in evidenza.

Due numeri in particolare restituiscono la misura dello squilibrio tra aree del Paese. Il tasso di occupazione italiano resta inferiore di 8,5 punti percentuali rispetto alla media europea, con un divario che si allarga ulteriormente se si guarda alla componente femminile: -13,3 punti rispetto alla media Ue per le donne, contro i -3,8 punti degli uomini. Nel Mezzogiorno, riporta il rapporto, lavorano solo quattro donne su dieci tra i 20 e i 64 anni.

Sul fronte della sanità, quasi una persona su dieci dichiara di aver rinunciato a una prestazione sanitaria di cui aveva bisogno, un dato che il rapporto colloca accanto alle disuguaglianze territoriali già descritte per il mercato del lavoro.

Il limite che lo stesso Istat pone alla lettura di questi dati riguarda proprio la comparabilità: su 148 indicatori complessivi, solo 132 sono effettivamente confrontabili con la rilevazione dell’anno precedente, il che significa che per una parte del quadro — sedici indicatori — non è possibile, in questa edizione, stabilire se la situazione sia migliorata o peggiorata rispetto al 2025. Il Rapporto Bes resta comunque, per cadenza e ampiezza, lo strumento con cui l’Istat segue nel tempo l’evoluzione del benessere nel Paese, domino dopo dominio, da un’edizione all’altra.

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