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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Ordine di grandezza venerdì 6 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Sei interventi su clima e salute potrebbero evitare 1,6 milioni di morti l'anno

Un rapporto dell'Oms pubblicato il 4 novembre, alla vigilia della Cop31 di Antalya, stima che l'estensione globale di sei azioni su clima e salute eviterebbe un decesso ogni 40 nel mondo, con benefici economici per 3.900 miliardi di dollari.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato il 4 novembre 2026 il rapporto “Global benefits and costs of prioritized actions on climate change and health”, pochi giorni prima dell’apertura della Cop31, la conferenza Onu sul clima in programma ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre.

Il documento mette in scala l’effetto di sei interventi che riguardano insieme clima e salute pubblica: sistemi di allerta per le ondate di caldo, servizi idrici resistenti ai cambiamenti climatici, servizi igienico-sanitari di base, combustibili domestici più puliti e politiche sui prezzi dei combustibili fossili. Secondo le proiezioni dell’Oms, se queste sei azioni venissero estese su scala globale, si potrebbero evitare circa 1,6 milioni di decessi l’anno nel mondo: una cifra che il rapporto stesso traduce in un termine di paragone più leggibile, un decesso evitato ogni 40 a livello mondiale.

Accanto al numero sulla mortalità evitabile, il rapporto stima benefici economici per 3.900 miliardi di dollari, a cui si aggiungerebbero ulteriori 5.400 miliardi di dollari di benefici fiscali complessivi.

Il limite che lo stesso rapporto pone a questi numeri è nella loro natura: si tratta di proiezioni legate a un’estensione ipotetica, su scala globale, di interventi oggi applicati solo in parte, non di risultati già conseguiti. La cifra di 1,6 milioni di decessi evitati l’anno descrive quindi uno scenario raggiungibile se le sei azioni venissero adottate ovunque, non l’effetto misurato di politiche già in vigore in tutti i Paesi. È in questo scenario di scala globale, e non in una rilevazione retrospettiva, che vanno letti sia il dato sulla mortalità sia le stime economiche diffuse dall’Oms alla vigilia della Cop31.

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