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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura venerdì 6 novembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Israele, Herzog consegna domenica l'incarico a Eisenkot

Chiuse le consultazioni con tutti i partiti della Knesset, il presidente ha annunciato che l'incarico di formare il governo andrà all'ex capo di stato maggiore: 67 deputati lo sostengono, 46 restano con Netanyahu.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Marina Leonova su Pexels

Le consultazioni si sono chiuse giovedì, e il presidente israeliano Isaac Herzog ha reso nota la conta che pesa più di ogni altra in questa fase politica: 67 deputati hanno indicato Gadi Eisenkot, l’ex capo di stato maggiore, come candidato a guidare il prossimo governo; 46 hanno invece confermato il sostegno a Benjamin Netanyahu. Herzog conferirà formalmente l’incarico domenica 8 novembre.

Il numero 67 racconta una coalizione composita. Eisenkot può contare sul proprio partito, Yashar!, ma il peso decisivo arriva dalle formazioni arabe Ra’am e Lista Comune, che hanno scelto di indicarlo come primo ministro incaricato. È un allineamento che alcuni osservatori descrivono in termini duri: secondo quanto riferito dalle agenzie, esponenti dei partiti che sostengono dall’esterno l’operazione hanno descritto la scelta in questi termini:

«È la scelta tra il male e il male minore» — esponenti dei partiti che sostengono l’appoggio esterno a Eisenkot, fonti citate dalle agenzie

Il quadro non era così definito fino a poche ore prima. Prima che le liste arabe sciogliessero la riserva, l’emittente israeliana N12 aveva registrato un conteggio diverso: 48 raccomandazioni per Eisenkot contro 46 per Netanyahu, con le formazioni arabe — che da sole valgono 19 seggi — ancora date per probabili ma non confermate a sostegno dell’ex capo di stato maggiore. Il passaggio da 48 a 67 misura dunque quanto quel blocco di 19 seggi sia stato determinante nello spostare l’equilibrio finale.

Resta la domanda sulla tenuta di un governo costruito in questo modo. I 67 voti raccolti da Eisenkot non derivano da una coalizione di governo compatta, ma da un insieme di partiti diversi tra loro — da Yashar! alle formazioni arabe — uniti più dal non voler indicare Netanyahu che da un programma comune dichiarato nelle consultazioni. È una base che, per composizione, apre alla possibilità di un governo sostenuto dall’esterno da forze che non necessariamente entreranno nell’esecutivo.

Per Netanyahu, fermo a 46 raccomandazioni, il dato segna la prima volta in questo ciclo di consultazioni in cui il numero dei sostenitori resta nettamente sotto quota maggioranza. Il premier uscente non ha, al momento, un percorso alternativo indicato dalle fonti raccolte per rovesciare l’esito delle consultazioni prima di domenica.

Da qui a domenica il tempo a disposizione è breve: Herzog ha già annunciato la data in cui consegnerà ufficialmente l’incarico, e sarà da quel momento che Eisenkot avrà il mandato formale per tentare la costruzione di un governo stabile, non più soltanto la somma delle raccomandazioni ricevute nelle consultazioni. Il numero dei deputati che lo hanno indicato — 67 su un totale che include anche i 46 di Netanyahu — resta per ora l’unico dato certo di questa transizione.

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