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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Analisi venerdì 6 novembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Svezia, l'estrema destra rinuncia ai ministeri per sbloccare il governo

Dopo due votazioni parlamentari fallite, i Democratici Svedesi ritirano le richieste di incarichi ministeriali, aprendo la strada a un esecutivo di centrodestra guidato dal conservatore Ulf Kristersson.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Kirandeep Singh Walia su Pexels

Il partito di estrema destra Democratici Svedesi ha annunciato ufficialmente il ritiro delle proprie richieste di incarichi ministeriali, sciogliendo uno dei nodi che da settimane tenevano bloccata la formazione di un nuovo governo in Svezia. Il leader del partito, Jimmy Akesson, ha dichiarato che la sua formazione rimarrà fuori dall’esecutivo per l’intera durata del prossimo quadriennio.

La mossa arriva dopo che il Parlamento svedese aveva già celebrato due votazioni fallite per eleggere il primo ministro: una con la candidatura della socialdemocratica Magdalena Andersson, l’altra con quella della centrista Elisabeth Thand Ringqvist. Nessuna delle due aveva trovato i numeri necessari, lasciando il Paese senza un governo nella pienezza dei suoi poteri per un periodo prolungato.

Il ritiro delle richieste ministeriali da parte dei Democratici Svedesi apre ora la strada a un esecutivo di centrodestra a quattro partiti guidato da Ulf Kristersson, conservatore, che il partito di Akesson si è detto pronto a tollerare pur restando fuori dalla squadra di governo. È una formula di appoggio esterno, non di partecipazione diretta: il partito di estrema destra continuerà a pesare sui numeri parlamentari senza sedere ai tavoli ministeriali.

La scelta segna una differenza rispetto alla strategia seguita da altre forze di estrema destra europee negli ultimi anni, orientate più spesso a rivendicare una presenza diretta nell’esecutivo come condizione per il proprio appoggio. In Svezia, dopo due tentativi falliti di trovare una maggioranza alternativa, i Democratici Svedesi hanno scelto la via opposta: rinunciare ai ministeri pur di garantire che un governo di centrodestra possa finalmente nascere, dopo un’impasse che aveva già messo alla prova la tenuta delle istituzioni parlamentari del Paese.

Resta da vedere nei prossimi giorni se il Parlamento convertirà questo accordo in un voto di fiducia stabile per Kristersson, dopo i due tentativi già respinti nelle settimane precedenti.

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