Paraguay, il Senato destituisce e fa arrestare il presidente Peña
Santiago Peña è stato rimosso con voto unanime per il crollo della banca digitale Ueno e posto agli arresti domiciliari poche ore dopo l'impeachment; il vicepresidente Pedro Alliana è il nuovo capo dello Stato.
Il Senato del Paraguay ha votato 44 a 0 per rimuovere il presidente Santiago Peña, giudicato colpevole di cattiva gestione in relazione al crollo della banca digitale Ueno. Il verdetto è arrivato nonostante le dimissioni che lo stesso Peña aveva presentato il giorno prima: il Senato ha comunque proceduto con l’impeachment, e poche ore dopo la destituzione l’ormai ex presidente è stato posto agli arresti domiciliari. Il quotidiano francese Le Monde conferma che sono stati 44 i senatori a votare per la rimozione, in una seduta che ha chiuso in tempi rapidissimi una crisi istituzionale maturata nel giro di pochi giorni.
Al suo posto è stato nominato presidente ad interim il vicepresidente Pedro Alliana, 52 anni. Il passaggio di consegne arriva al termine di una vicenda che ha travolto l’esecutivo paraguaiano e che resta, al momento, legata a doppio filo alle sorti di uno dei principali istituti finanziari digitali del Paese.
Il crollo di Ueno Bank ha lasciato oltre la metà della popolazione paraguaiana senza accesso ai propri risparmi, con circa tre milioni di depositanti coinvolti. È questo il dissesto che ha portato i pubblici ministeri ad aprire tre procedimenti penali distinti contro Peña e altri ex funzionari legati alla crisi bancaria, procedimenti che hanno poi alimentato la procedura di impeachment conclusa con la rimozione del presidente.
Dopo il voto del Senato, la polizia e il ministero pubblico hanno notificato a Peña un ordine di arresto direttamente nella sua abitazione di Asunción. Secondo il quotidiano paraguaiano ABC Color, l’ex presidente era atteso in procura alle 11 del mattino del 7 novembre. L’inchiesta citata dalla stessa testata riguarda ipotesi iniziali di abuso di fiducia, traffico di influenze e gestione a proprio vantaggio, tutte collegate alla risoluzione della crisi di Ueno Bank.
Peña ha commentato la propria rimozione con una dichiarazione pubblica. Secondo quanto riportato da Internazionale, che riprende un dispaccio dell’agenzia Reuters, l’ex presidente ha detto: «Non è mai stata mia intenzione tradire la fiducia che avete riposto in me» (trad. dall’inglese).
La vicenda segna la fine anticipata di un mandato presidenziale travolto dal dissesto di un singolo istituto bancario, che ha coinvolto milioni di correntisti e ha portato all’apertura di tre distinti procedimenti penali contro l’ex capo dello Stato e altri funzionari. Il nuovo presidente ad interim, Alliana, eredita ora sia la gestione della crisi finanziaria sia il seguito giudiziario dell’inchiesta su Ueno Bank, mentre tre milioni di depositanti restano senza accesso ai propri risparmi.
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