La perdita di foreste tropicali primarie scende del 36% nel 2025
Il calo, misurato da satellite, segue il livello del 2024 ed è legato soprattutto agli sforzi del Brasile; restano però pressioni climatiche crescenti altrove, come in Canada.
Nel 2025 il mondo ha perso 4,3 milioni di ettari di foresta tropicale primaria, il 36% in meno rispetto al 2024. È quanto emerge dal rapporto di Global Forest Watch e dell’Università del Maryland, che monitora ogni anno con dati satellitari l’estensione della copertura forestale tropicale nel mondo.
Il miglioramento riguarda in primo luogo il Brasile, dove il calo della deforestazione sotto la presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva viene indicato dal rapporto come il principale fattore dietro la riduzione complessiva. Allargando lo sguardo oltre i tropici, la perdita globale di foreste — inclusi gli ecosistemi al di fuori delle aree tropicali — è scesa del 14% rispetto all’anno precedente, un calo più contenuto ma comunque nella stessa direzione.
Il dato è misurato da un ente di ricerca indipendente dal governo brasiliano, che è il principale beneficiario del miglioramento registrato: Global Forest Watch e l’Università del Maryland utilizzano rilevazioni satellitari per stimare la perdita di copertura forestale, un metodo che non dipende da comunicazioni o autovalutazioni dei governi nazionali interessati. È per questo che il dato può essere considerato una misura esterna e non un annuncio di chi ne trae beneficio politico.
Il quadro, tuttavia, non è uniformemente positivo. Lo stesso rapporto segnala che il Canada ha attraversato la sua seconda peggiore stagione di incendi mai registrata, un segno di come le pressioni climatiche sulle foreste continuino a crescere in altre aree del pianeta anche mentre il dato aggregato tropicale migliora.
Il confronto tra i due dati — il calo del 36% nei tropici e il calo più modesto del 14% a livello globale, insieme alla crisi degli incendi in Canada — restituisce un quadro in cui il miglioramento è reale ma concentrato: trainato soprattutto dal Brasile, non replicato ovunque, e misurato da satellite anno dopo anno indipendentemente da chi amministra le foreste osservate.
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