Dopo le midterm, Trump rimodella la Casa Bianca e punta il Dipartimento di Giustizia sui democratici
Sabato Donald Trump ha dichiarato di aver ordinato al Dipartimento di Giustizia di esaminare le minacce di impeachment dei democratici; un giorno prima aveva annunciato la sostituzione di Susie Wiles con Stephen Miller alla guida dello staff della Casa Bianca.
Donald Trump ha risposto alla sconfitta subita dai repubblicani alle elezioni di midterm del 3 novembre 2026 con due mosse ravvicinate, annunciate a un giorno di distanza l’una dall’altra. Sabato ha dichiarato di aver ordinato al Dipartimento di Giustizia di esaminare le minacce di impeachment avanzate dai democratici contro membri della sua amministrazione. Venerdì 6 novembre aveva già reso noto un cambio ai vertici della Casa Bianca: Stephen Miller sostituirà Susie Wiles come capo di gabinetto.
La sequenza temporale, ricostruita da CBS News e Axios, parte da giovedì 5 novembre, quando Susie Wiles ha presentato le dimissioni. Secondo CBS News, Trump ne ha accelerato l’uscita rispetto ai tempi previsti. L’annuncio ufficiale della sostituzione è arrivato il giorno successivo, venerdì 6 novembre. Miller, che fino a questo momento ricopriva il ruolo di vice capo dello staff, assumerà l’incarico lunedì 9 novembre. Wiles, secondo quanto riporta Axios, sarà trasferita alla Trump Political Operation, la struttura politica che fa capo al presidente.
Interrogato sul cambio ai vertici, Trump lo ha motivato in termini personali: «Volevo fare un cambiamento» (trad. dall’inglese), ha dichiarato secondo quanto riferito da CBS News.
Il secondo annuncio, quello relativo al Dipartimento di Giustizia, arriva mentre il partito repubblicano fa i conti con l’esito del voto di midterm. Le fonti disponibili non specificano quali membri dell’amministrazione sarebbero oggetto delle minacce di impeachment che Trump vuole veder esaminate, né quale sia la base procedurale dell’indagine annunciata: si tratta, al momento, di una dichiarazione del presidente uscita sabato, senza il testo dell’ordine impartito al Dipartimento.
I due annunci, pur distinti nel contenuto, disegnano una traiettoria comune: una risposta frontale alla sconfitta elettorale, condotta sia sul piano dell’organizzazione interna della Casa Bianca sia su quello dell’uso degli apparati dello Stato nei confronti degli avversari politici. Con il cambio ai vertici dello staff, la gestione quotidiana dell’amministrazione passa a una figura già interna alla squadra presidenziale, in un momento in cui il rapporto tra l’esecutivo e il nuovo assetto parlamentare uscito dal voto del 3 novembre si preannuncia più teso.
Resta da vedere, sulla base di quanto riportato finora, quali passi concreti seguiranno l’ordine al Dipartimento di Giustizia e se le minacce di impeachment richiamate da Trump abbiano già assunto una forma procedurale formale alla Camera. Le due testate che hanno ricostruito la vicenda citano fonti della Casa Bianca e informazioni interne, senza che al momento sia stato reso pubblico il testo dell’ordine presidenziale.
Un dato, in ogni caso, è fissato: da lunedì 9 novembre Stephen Miller guiderà l’ufficio che coordina l’attività quotidiana della presidenza, mentre Susie Wiles lascia il ruolo che ha ricoperto negli ultimi anni per dedicarsi alla struttura politica del presidente.
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