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venerdì 7 agosto 2026

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Economia e Mercati · Analisi venerdì 7 agosto 2026 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il mercato del lavoro americano frena, Wall Street scommette su una Fed più cauta

Il rapporto di luglio del Bureau of Labor Statistics mostra un calo inatteso di 23.000 posti di lavoro non agricoli e revisioni al ribasso dei due mesi precedenti. Le borse statunitensi salgono sulle attese di una Federal Reserve meno propensa a un rialzo dei tassi.

L’occupazione non agricola negli Stati Uniti è calata a sorpresa a luglio, perdendo 23.000 posti di lavoro, in un rapporto che il Bureau of Labor Statistics ha pubblicato con dati più deboli delle attese. Il calo è dovuto in particolare a una riduzione di 53.000 posti nel settore pubblico, accompagnata da segnali di debolezza nel commercio al dettaglio, nel tempo libero e nell’ospitalità, e da una crescita più lenta del solito nel comparto sanitario.

Il tasso di disoccupazione è sceso solo leggermente, al 4,1 per cento. Più significativo, secondo i dati diffusi, è stato l’intervento sulle stime dei due mesi precedenti: il Bureau of Labor Statistics ha rivisto al ribasso il dato complessivo di maggio e giugno per un totale di 103.000 posti di lavoro in meno rispetto a quanto comunicato inizialmente. Il dato di maggio è stato tagliato di 66.000 unità, scendendo a un incremento di 129.000 posti, mentre quello di giugno è stato ridotto di 37.000, fino a un aumento di appena 57.000 posti.

Anche le retribuzioni hanno mostrato segnali di rallentamento: la crescita su base annua della paga oraria media è scesa al 3,2 per cento, il livello più basso da maggio 2021.

IndicatoreValoreVariazione
Posti di lavoro non agricoli (luglio)-23.000inatteso, sotto le attese
Revisione maggio129.000-66.000 rispetto al dato iniziale
Revisione giugno57.000-37.000 rispetto al dato iniziale
Tasso di disoccupazione4,1%leggero calo
Crescita salariale annua3,2%minimo da maggio 2021

La reazione dei mercati finanziari è stata immediata e nella direzione opposta a quella che ci si aspetterebbe da un dato occupazionale debole preso isolatamente: i futures azionari statunitensi sono saliti, i rendimenti dei titoli del Tesoro sono scesi, e l’indice S&P 500 si è avviato verso la sua migliore settimana da aprile. La logica alla base di questo movimento è la scommessa degli investitori su una Federal Reserve meno incline a manovre restrittive nei prossimi mesi, proprio a causa della frenata del mercato del lavoro.

Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, la probabilità che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati nella riunione di settembre è salita al 55,9 per cento, dal 45 per cento del giorno precedente, mentre la probabilità di un rialzo dei tassi è scesa al 44,1 per cento. I futures legati al Dow Jones Industrial Average sono saliti di quasi 200 punti nelle contrattazioni successive alla pubblicazione del rapporto.

Il combinato di occupazione più debole del previsto e revisioni al ribasso su due mesi consecutivi rappresenta, nei dati raccolti, il segnale più concreto di un possibile cambio di rotta nella politica monetaria statunitense rispetto alle settimane precedenti, quando le attese di mercato erano orientate in modo diverso.

Fonti

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