Meno bambini muoiono, più bambini si vaccinano: i numeri del 2025
Il tasso mondiale di mortalità under-5 è sceso a 37,4 per mille, meno della metà rispetto al 2000. In parallelo la copertura vaccinale globale torna a crescere dopo il crollo pandemico.
Nel 2024 il tasso mondiale di mortalità dei bambini sotto i cinque anni è sceso a 37,4 morti ogni 1.000 nati vivi, meno della metà del livello registrato nel 2000. Lo certifica il rapporto “Levels & Trends in Child Mortality 2025” dell’UN Inter-agency Group for Child Mortality Estimation, il gruppo interagenzie ONU che dal 2004 raccoglie e armonizza i dati nazionali su nascite e decessi infantili.
A questo si affianca un secondo dato, relativo al 2025: i bambini che non hanno mai ricevuto alcuna vaccinazione — la categoria definita “zero-dose” — sono scesi a 13,5 milioni nel mondo, 750.000 in meno rispetto all’anno precedente. Il 90% dei neonati ha ricevuto almeno una dose di vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse) e l’85% ha completato il ciclo di tre dosi, un punto percentuale in più rispetto al 2024. Il dato emerge dalle stime congiunte WUENIC 2026, prodotte annualmente da OMS e UNICEF attraverso l’incrocio di registri amministrativi nazionali e indagini campionarie sulla popolazione.
Chi beneficia di questi due trend è, in entrambi i casi, la popolazione infantile mondiale, con effetti concentrati nei paesi a basso e medio reddito dove la mortalità evitabile resta più alta: sono lì che decenni di interventi sanitari a basso costo — vaccinazioni, terapie di reidratazione orale, assistenza al parto — hanno prodotto il calo più marcato. La ripresa della copertura vaccinale nel 2025 riguarda in particolare i paesi che avevano subito il crollo più netto durante la pandemia di COVID-19, quando le campagne di immunizzazione di routine erano state interrotte o rallentate su larga scala.
Sul piano dei limiti: entrambi i rapporti segnalano un rallentamento del ritmo di progresso rispetto ai decenni precedenti. Il rapporto ONU IGME sulla mortalità infantile si basa su stime modellizzate a partire da dati nazionali di qualità variabile, mentre le stime WUENIC dipendono dall’affidabilità dei sistemi di sorveglianza sanitaria locali, più solidi in alcuni paesi che in altri. Nessuno dei due rapporti è prodotto dalle aziende farmaceutiche o dai governi che beneficiano direttamente dei risultati: sono elaborazioni di agenzie tecniche delle Nazioni Unite basate su dati aggregati e pubblicati, verificabili da terzi.
Il quadro complessivo resta quello di un progresso di lungo periodo — la mortalità infantile più che dimezzata in un quarto di secolo — accompagnato da segnali più recenti e più fragili di ripresa nella copertura vaccinale, dopo l’interruzione causata dalla pandemia.
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