Colombia, de la Espriella giura da Cali: rotta la tradizione di Bogotá
L'avvocato di destra ha assunto la presidenza della Colombia succedendo al leader di sinistra Gustavo Petro, con una cerimonia fuori dalla capitale e promesse di tagli alla spesa pubblica e rilancio energetico.
Abelardo de la Espriella ha giurato come nuovo presidente della Colombia, succedendo al leader di sinistra Gustavo Petro. La cerimonia non si è svolta a Bogotá, sede tradizionale degli insediamenti presidenziali colombiani da oltre duecento anni, ma a Cali: una scelta che rompe con una consuetudine istituzionale di lunghissimo corso e che segna, insieme al cambio di orientamento politico rispetto al predecessore, l’elemento più visibile della giornata.
La rottura della tradizione non è un dettaglio cerimoniale isolato. Per oltre due secoli l’insediamento dei presidenti colombiani è avvenuto nella capitale; la decisione di spostare la cerimonia a Cali arriva nello stesso momento in cui il paese passa da una guida di sinistra a una di destra, e i due elementi — luogo e colore politico — si sommano nel definire il carattere della transizione.
Alla cerimonia hanno preso parte il Re Felipe VI di Spagna e i presidenti di Argentina, Ecuador e Cile. La presenza di capi di Stato e di un monarca straniero colloca l’evento in un contesto di attenzione internazionale, coerente con il peso regionale della Colombia e con l’interesse suscitato dal cambio di governo dopo l’esperienza di Petro.
Sul piano dei contenuti, de la Espriella ha usato il discorso di insediamento per annunciare le linee guida del suo programma economico. Ha promesso di tagliare la spesa pubblica fino al 40 per cento, una cifra che il nuovo presidente ha indicato come obiettivo del suo governo senza fornire, negli estratti disponibili, un calendario di attuazione. Ha inoltre promesso di rilanciare il settore petrolifero e del gas, presentandolo come una priorità economica del suo mandato.
A motivare la scelta sul fronte energetico è stata una frase pronunciata dallo stesso de la Espriella durante il discorso:
Non possiamo rassegnarci ad avere riserve di petrolio che dureranno pochi anni — Abelardo de la Espriella, presidente della Colombia
La citazione condensa l’argomento centrale usato dal nuovo presidente per giustificare l’attenzione al comparto degli idrocarburi: la preoccupazione per l’esaurimento delle riserve esistenti, un tema che nel discorso è stato accostato anche al declino delle riserve di gas del paese.
Il combinato tra taglio della spesa e rilancio energetico disegna un programma che punta a incidere rapidamente sui conti pubblici e sulla produzione di risorse naturali, due leve che nella storia recente della regione sono state spesso oggetto di scontro politico tra governi di orientamento diverso. Il fatto che la cerimonia di insediamento abbia riunito capi di Stato di paesi con governi di segno politico differente — dall’Argentina al Cile, passando per l’Ecuador — segnala comunque un livello di riconoscimento diplomatico che prescinde dall’appartenenza ideologica del nuovo esecutivo colombiano.
Resta da vedere, nei prossimi mesi, come il taglio della spesa pubblica indicato da de la Espriella si tradurrà in misure concrete e quale sarà l’impatto sulle politiche sociali ereditate dal governo Petro, di cui il dossier a disposizione non fornisce dettagli. Per ora, il dato certo è quello annunciato dal nuovo presidente nel giorno del suo insediamento: un obiettivo di riduzione della spesa pubblica fino al 40 per cento e la volontà dichiarata di rimettere al centro dell’agenda economica il petrolio e il gas del paese.
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