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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cronache · Apertura giovedì 13 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il bilancio del terremoto in Colombia sale a 181 morti

Il sisma di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia occidentale continua a far crescere il conto delle vittime, mentre migliaia di persone risultano ancora irraggiungibili nel dipartimento di Chocó.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Nathan Cain | artist su Pexels

Il bilancio del terremoto che ha colpito la Colombia occidentale continua a salire. Secondo le autorità colombiane, il sisma ha ucciso finora almeno 181 persone e ne ha ferite 2.595. La notizia proviene al momento da un’unica origine, una corrispondenza da Pereira; nessuna conferma indipendente è al momento disponibile.

Le squadre di soccorso stanno lottando contro il tempo per raggiungere l’epicentro del sisma, situato nel dipartimento di Chocó, un’area di difficile accesso che sta rallentando le operazioni di ricerca e la conta definitiva delle vittime. Al momento risultano disperse almeno 195 persone secondo le cifre ufficiali, ma i database tenuti da organizzazioni civili indicano una cifra molto più alta, vicina alle quattromila. Il divario tra i due conteggi riflette la difficoltà di censire con precisione una popolazione dispersa in zone rurali e montuose, in gran parte ancora isolate dalle vie di comunicazione danneggiate.

Il terremoto rappresenta la prima grande crisi che il nuovo presidente colombiano, Abelardo de la Espriella, si trova ad affrontare da quando si è insediato. La gestione dell’emergenza — dal coordinamento dei soccorsi alla comunicazione dei dati alle famiglie in attesa di notizie — sta diventando un banco di prova immediato per un governo appena entrato in carica, chiamato a rispondere a una catastrofe che coinvolge contemporaneamente migliaia di famiglie e un territorio vasto.

La distanza tra il dato ufficiale sui dispersi e quello delle stime civili non è un dettaglio secondario. Nelle prime fasi di un disastro di queste dimensioni, i numeri ufficiali tendono a includere solo le persone segnalate attraverso i canali istituzionali — ospedali, centri di raccolta, forze dell’ordine — mentre le reti civili raccolgono anche le segnalazioni informali di famiglie e comunità che non hanno ancora avuto accesso ai canali ufficiali. Questo scarto, tipico delle prime settimane dopo un evento sismico di questa portata, è destinato presumibilmente a ridursi mano a mano che le squadre di soccorso avanzano verso le aree più remote del Chocó, ma nell’immediato lascia in sospeso la reale entità della tragedia.

Non è ancora chiaro quanti degli edifici colpiti siano abitazioni private, infrastrutture pubbliche o strutture produttive, né quale sia lo stato delle vie di comunicazione che collegano l’epicentro al resto del paese. Il dossier disponibile non fornisce, al momento, dettagli sulla situazione degli ospedali locali né sulla disponibilità di risorse per l’assistenza medica alla popolazione ferita, elementi che diventeranno cruciali nei prossimi giorni per valutare la reale capacità di risposta del sistema sanitario colombiano di fronte a un evento di questa scala.

Il numero dei feriti, 2.595 secondo le autorità, unito a un bilancio di vittime ancora in aggiornamento, colloca questo terremoto tra gli eventi sismici più gravi che la Colombia abbia affrontato negli ultimi anni, sebbene il dossier disponibile non consenta un confronto puntuale con precedenti registrati nel paese. Le prossime ore diranno se il numero dei dispersi ufficiali si avvicinerà alle stime civili o se la differenza si ridurrà con il progredire delle ricerche.

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