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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Europa · Analisi giovedì 13 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Gli incendi in Europa superano il ritmo dell'anno peggiore mai registrato

Il Centro comune di ricerca della Commissione europea segnala oltre 500mila ettari già bruciati in Ue e portate fluviali eccezionalmente basse previste per agosto.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Christian Palau su Pexels

L’estate 2026 sta producendo, secondo il Centro comune di ricerca della Commissione europea, un’estensione di superficie bruciata dagli incendi boschivi che supera già il ritmo dello stesso periodo del 2025, l’anno peggiore mai registrato per gli incendi nell’Unione europea.

PeriodoEttari bruciati
Al 5 agosto 2026505.683
Totale anno 2025 (record)1.034.552

Il dato del 2026 è parziale — si ferma al 5 agosto, quindi con quasi metà stagione ancora davanti — ed è già superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025. Il Joint Research Centre non fornisce, negli estratti disponibili, la cifra esatta della superficie bruciata nel 2025 alla stessa data del 5 agosto, il che rende difficile calcolare con precisione lo scarto percentuale tra le due annate; resta però il fatto che il ritmo 2026 viene definito superiore a quello dell’anno che detiene il record assoluto.

Gli incendi non sono un fenomeno solo ambientale. Entro il 4 agosto 2026 avevano già causato la morte di almeno 17 civili, sei vigili del fuoco e due membri di equipaggi di elicotteri impegnati nelle operazioni di spegnimento, e avevano costretto circa 330.000 persone ad abbandonare le proprie case tra Spagna e Francia. Si tratta di un numero di sfollati che dà la misura di quanto il fenomeno abbia toccato direttamente la vita quotidiana di intere comunità nei due paesi, oltre a mettere sotto pressione i sistemi di protezione civile nazionali.

A complicare il quadro concorre la siccità. Le previsioni sui flussi fluviali elaborate dal sistema europeo Copernicus indicano livelli da bassi a estremamente bassi in Francia, nella regione alpina e nell’Europa orientale per il mese di agosto. Una portata fluviale ridotta non significa soltanto meno acqua disponibile per l’agricoltura e per il raffreddamento industriale: rende anche il territorio più vulnerabile agli incendi, perché la vegetazione secca diventa combustibile più facilmente infiammabile, in un circolo che si autoalimenta con l’avanzare della stagione calda.

Il quadro tracciato dal Joint Research Centre combina quindi tre elementi che si rinforzano a vicenda: un’estensione di superficie bruciata superiore al ritmo dell’anno record, un bilancio umano già pesante a inizio agosto, e previsioni idriche che non lasciano intravedere un miglioramento nelle prossime settimane. I dati disponibili si fermano al 5 agosto per gli incendi e alle previsioni di inizio mese per i fiumi: l’evoluzione nella seconda metà di agosto, tradizionalmente il periodo più critico per il rischio incendi nel sud Europa, resta la variabile che determinerà se il 2026 supererà effettivamente il record assoluto del 2025.

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