Mosca alza la tensione: drone su un treno civile, minaccia di sequestri navali
Un drone russo colpisce un treno passeggeri nella regione di Odessa uccidendo due ferrovieri, mentre Vladimir Putin minaccia di sequestrare navi europee in risposta alle sanzioni sulla "flotta ombra" russa.
Un drone Shahed a motore a reazione ha colpito il 13 agosto la locomotiva di un treno passeggeri nella regione ucraina di Odessa, uccidendo il macchinista e il suo assistente. L’attacco ha costretto all’evacuazione di 340 passeggeri, tra cui 67 bambini, nel distretto di Berezivka, secondo quanto riportato da United24 Media, che cita le ferrovie statali ucraine Ukrzaliznytsia. Nessun ferito è stato segnalato tra i passeggeri, evacuati e portati a Odessa, come confermato anche da Sky TG24.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato l’attacco sottolineando la natura civile del bersaglio: «chi pilotava il drone non poteva ignorare che il bersaglio fosse completamente civile». Zelensky ha colto l’occasione per rilanciare una richiesta già avanzata a Washington: cedere all’Ucraina il 10 per cento dei sistemi Patriot statunitensi, necessari per intercettare i missili balistici russi.
Nelle stesse ore, un secondo fronte di tensione si è aperto sul piano marittimo ed economico. Vladimir Putin ha minacciato di sequestrare navi appartenenti a paesi europei, in risposta ai piani dell’Unione di vendere il carico delle petroliere sequestrate della cosiddetta “flotta ombra” russa, la rete di navi usata da Mosca per aggirare le sanzioni sul petrolio. La minaccia, riportata da Euronews e da OilPrice.com, arriva dopo che le nuove sanzioni approvate il mese scorso hanno concesso agli Stati membri dell’Unione la facoltà di vendere il petrolio o qualsiasi altro carico sequestrato dalle navi sanzionate.
Il ventunesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione europea, adottato il 23 luglio, ha aggiunto altre 41 navi alla lista nera, portando a 673 il numero complessivo di imbarcazioni della flotta ombra sottoposte a restrizioni. In questo contesto la Svezia ha annunciato l’intenzione di trasferire a Kiev una nave russa sequestrata, sospettata di trasportare grano proveniente dall’Ucraina occupata: un gesto che anticipa proprio il tipo di utilizzo del carico sequestrato a cui Mosca dice di voler rispondere.
I due episodi, distanti geograficamente e per natura — un attacco aereo su un’infrastruttura ferroviaria, una minaccia di ritorsione commerciale e navale — arrivano nella stessa finestra di ore e disegnano un fronte che si allarga oltre il campo di battaglia terrestre. Da un lato l’Ucraina conta due vittime civili tra il personale ferroviario e chiede sistemi di difesa aerea aggiuntivi; dall’altro l’Unione europea vede la propria arma sanzionatoria — la vendita dei carichi sequestrati — rilanciata da Mosca come possibile terreno di rappresaglia diretta contro le flotte commerciali dei paesi membri.
Resta da vedere se alla minaccia di Putin seguiranno sequestri effettivi di navi europee: al momento si tratta di una dichiarazione, non di un’azione già avvenuta. La Svezia, dal canto suo, ha già annunciato un passo concreto nella direzione opposta, trasferendo a Kiev la nave russa sotto sequestro.
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