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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cronache · Apertura domenica 16 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Terremoto a Flores, il bilancio indonesiano è di almeno 51 morti e circa 5.000 sfollati

Il sisma di magnitudo 7,7 che sabato ha colpito l'isola indonesiana ha un bilancio provvisorio: 51 vittime, oltre cento feriti, 341 scosse di assestamento registrate dall'agenzia nazionale per i disastri. Poche ore dopo una seconda scossa di magnitudo 6,9 a Sumatra.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Zane Holmes su Pexels

Il numero che questo giornale pubblica oggi è quello accertabile al momento in cui scrive, ed è provvisorio: almeno 51 morti e circa 5.000 persone evacuate dopo il terremoto che sabato mattina ha colpito l’isola di Flores, nella provincia indonesiana di Nusa Tenggara Orientale. È il bilancio aggiornato alla giornata del 16 agosto (ANSA; Adnkronos).

La scossa principale ha avuto magnitudo 7,7, con epicentro in mare a circa 68 chilometri a nord-nord-ovest della città di Ende. L’Us Geological Survey ha collocato l’ipocentro a circa 10 chilometri di profondità. L’agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri, la Bnpb, ha contato almeno 341 scosse di assestamento: un dato che spiega buona parte delle difficoltà operative, perché ogni replica impone di sospendere e riprendere le operazioni negli edifici instabili.

Feriti, case, scuole

Il viceministro della Salute Benjamin Paulus Octavianus ha riferito 36 feriti gravi e 77 feriti lievi. Sul fronte dei danni materiali, la rilevazione parla di oltre 900 abitazioni e di centinaia di altri edifici gravemente danneggiati, comprese strutture scolastiche e sanitarie (AGI, che riprende l’agenzia francese AFP; Euronews Italia, che riprende Associated Press).

Il danneggiamento di ospedali e scuole ha un effetto che si vede a distanza di giorni più che di ore: riduce i posti dove curare i feriti e sottrae gli edifici pubblici che in Indonesia funzionano abitualmente da punti di raccolta per gli sfollati. Le frane, riferiscono le agenzie, stanno ostacolando l’arrivo dei soccorsi nelle zone interne dell’isola, e la priorità dichiarata dall’agenzia dei disastri riguarda l’approvvigionamento dei centri di evacuazione.

«fornire rifornimenti nei centri di evacuazione è ora una priorità assoluta» — Berton Suar Pelita Panjaitan, portavoce dell’agenzia indonesiana per la gestione dei disastri

La seconda scossa

Poche ore dopo il sisma di Flores, un secondo terremoto di magnitudo 6,9 è stato registrato sull’isola di Sumatra, all’altro capo dell’arcipelago. Il dossier disponibile non riporta un bilancio di vittime o danni per questo secondo evento, e in assenza di dati questo giornale non ne stima.

L’Unità di crisi della Farnesina non segnala al momento cittadini italiani coinvolti. Sull’isola di Flores si troverebbero circa 500 connazionali, un numero che riguarda la presenza, non l’esposizione al danno: è la cifra che le autorità consolari usano per calibrare le verifiche, non un conteggio di persone in difficoltà.

Come è costruito questo bilancio

Vale la pena dire da dove arriva il numero che state leggendo. Le quattro fonti utilizzate qui risalgono a tre canali distinti — l’agenzia nazionale indonesiana Bnpb, l’Us Geological Survey per i parametri sismici, le agenzie internazionali AFP e AP per la rilevazione sul terreno — e questo soddisfa il requisito di indipendenza. Ma un conteggio di vittime dopo un terremoto in un arcipelago resta parziale finché non si raggiungono le zone isolate: la parte del bilancio più incerta non è quella dei feriti negli ospedali, che è già registrata, bensì quella delle località raggiungibili solo via mare o via aerea.

Il dato che oggi descrive meglio la dimensione dell’emergenza non è il numero dei morti ma quello degli sfollati: cinquemila persone fuori casa, in un’isola dove oltre 900 abitazioni risultano gravemente danneggiate, significa un problema di alloggio e di rifornimento idrico che durerà settimane, indipendentemente da come si assesterà il conteggio delle vittime.

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