Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia · Analisi martedì 18 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Irpef 2027, l'ipotesi è spostare la soglia del 43% da 50 a 60mila euro

Il governo studia per la manovra 2027 non un taglio dell'aliquota intermedia ma l'allargamento dello scaglione al 33%. Beneficio massimo stimato mille euro l'anno, costante sopra i 60mila.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Ivan Dražić su Pexels

L’intervento fiscale a cui lavora il governo per la legge di Bilancio 2027 non tocca le aliquote: sposta un confine. Oggi l’imposta sui redditi delle persone fisiche è costruita su tre scaglioni — 23% fino a 28mila euro, 33% fra 28 e 50mila, 43% oltre 50mila. L’ipotesi allo studio, secondo le simulazioni pubblicate da QN, porterebbe da 50mila a 60mila euro la soglia oltre la quale scatta l’aliquota più alta, lasciando invariata quella intermedia.

OggiIpotesi manovra 2027
Primo scaglione23% fino a 28.000 €invariato
Secondo scaglione33% da 28.000 a 50.000 €33% da 28.000 a 60.000 €
Terzo scaglione43% oltre 50.000 €43% oltre 60.000 €

Come funziona il beneficio

La meccanica è lineare. Ogni mille euro di reddito imponibile compreso fra 50mila e 60mila euro verrebbe tassato dieci punti percentuali in meno: cento euro risparmiati ogni mille euro di imponibile in quella fascia. Chi dichiara 60mila euro arriva così al beneficio pieno, 1.000 euro annui. Sopra quella soglia il vantaggio non cresce più: resta fisso, perché la parte di reddito eccedente continua a essere tassata al 43%.

È una struttura già vista. Nella legge di Bilancio 2026 il passaggio dell’aliquota intermedia dal 35% al 33% sullo scaglione fra 28 e 50mila euro aveva prodotto un vantaggio massimo di 440 euro, azzerato per i redditi superiori a 200mila euro attraverso una riduzione di alcune detrazioni. Se quel precedente venisse replicato, la platea effettivamente beneficiaria sarebbe più stretta della platea teorica: il dossier disponibile non indica però se un meccanismo di neutralizzazione sia previsto anche stavolta.

Chi la sostiene

L’innalzamento del tetto del secondo scaglione è indicato come obiettivo della prossima manovra dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo e dal leader di Forza Italia Antonio Tajani, secondo la ricostruzione di Fiscomania. La presidente del Consiglio si è mossa finora su un piano più generale: «Il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo governo», ha detto Giorgia Meloni in dichiarazioni pubbliche riportate da Informazione Fiscale.

Vale la pena registrare cosa manca, perché è la parte che decide se la misura esiste davvero: non è indicato il costo per il bilancio dello Stato, non è indicata la copertura, non è indicata la platea. Si tratta, allo stato, di un’ipotesi di lavoro elaborata a partire dalle intenzioni del Ministero dell’Economia, non di un testo normativo.

Il significato politico della soglia

Spostare il confine anziché ridurre l’aliquota ha una conseguenza distributiva precisa: il beneficio è concentrato sui redditi che oggi superano di poco i 50mila euro e si stabilizza per tutti quelli sopra i 60mila. Chi dichiara 35mila euro non prende nulla da questo intervento, perché il suo reddito è già interamente coperto dal 33%. È il motivo per cui la misura viene presentata come misura per il cosiddetto ceto medio: la fascia interessata comincia dove finisce lo scaglione intermedio attuale.

L’altra conseguenza riguarda la progressività. Con un’aliquota marginale del 43% che scatta a 60mila anziché a 50mila euro, il salto fra il secondo e il terzo scaglione resta di dieci punti, ma viene spostato più in alto: la curva dell’imposta non si appiattisce, si allunga.

Il passaggio successivo è documentale. Finché non compaiono la quantificazione dell’onere e la fonte di finanziamento nel testo della legge di Bilancio, la differenza fra 50mila e 60mila euro resta una riga di simulazione: quella che vale mille euro l’anno a chi si trova esattamente sopra la nuova soglia.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore