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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cronache · Analisi martedì 18 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Etna, nuova bocca effusiva in Valle del Bove e tremore su valori alti

L'INGV ha rilevato il 17 agosto l'apertura di una bocca fra 2.200 e 2.350 metri, con colata lavica. L'avviso per l'aviazione resta al livello arancione.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di X1ntao ZHOU su Pexels

Alle 06:09 UTC del 17 agosto le telecamere di sorveglianza dell’INGV-Osservatorio Etneo hanno registrato l’apertura di una nuova bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa fra 2.200 e 2.350 metri, con produzione di una colata lavica. Il dato è contenuto nel comunicato di monitoraggio diffuso dall’istituto e ripreso da AetnaNet, che riporta anche la formula con cui l’osservatorio descrive la fase in corso: «Prosegue l’attività effusiva dalle bocche a quota 2.750 e 1.990 metri».

Il quadro è quindi di un’eruzione a più punti di emissione attivi contemporaneamente. Il 16 agosto l’INGV segnalava l’attività effusiva dalle due bocche a 2.750 e 1.990 metri, con il fronte lavico più avanzato fermo a 1.395 metri di quota, fra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra. L’apertura della nuova bocca del 17 agosto si aggiunge a quel sistema, non lo sostituisce.

Il tremore e la sorgente

Il parametro che gli osservatori guardano per anticipare l’evoluzione è l’ampiezza del tremore vulcanico. Secondo il monitoraggio, il valore ha toccato il massimo intorno alle 17:40 UTC del 16 agosto e da allora è leggermente diminuito, restando però su valori alti. La localizzazione delle sorgenti è indicata nell’area della Voragine, a circa 3.000 metri di quota.

Contemporaneamente prosegue l’emissione di cenere dal cratere Voragine, dispersa verso sud-est. È l’attività esplosiva descritta anche dall’ANSA nella giornata del 16 agosto, ed è quella che determina le conseguenze pratiche più immediate per la Sicilia orientale: non la lava, che scorre in un’area disabitata, ma la cenere che finisce nella colonna d’aria e ricade sui centri sottovento.

Il codice colore per i voli

L’avviso VONA — il messaggio con cui gli osservatori vulcanologici informano il settore aeronautico — emesso dall’INGV è rimasto sul livello arancione dopo essere stato abbassato dal rosso il 15 agosto, come riferisce CataniaToday. L’arancione è la soglia intermedia: segnala un’eruzione in corso o probabile con emissione di cenere limitata, e non comporta di per sé la chiusura degli spazi aerei.

Il precedente recente indica però quanto rapidamente la situazione possa spostarsi sul piano operativo: il 7 agosto la fase eruttiva aveva provocato la sospensione dei voli in arrivo all’aeroporto di Catania fino alle 21. Fra il codice colore e la disponibilità di uno scalo la relazione non è automatica — dipende dalla direzione dei venti in quota, dalla quantità di cenere e dalle decisioni dell’autorità aeronautica — ma è la ragione per cui l’avviso viene aggiornato più volte al giorno.

Cosa si sa e cosa no

Il materiale disponibile non contiene indicazioni su evacuazioni, danni a infrastrutture o persone coinvolte, e non riporta previsioni dell’istituto sulla durata della fase eruttiva. La sequenza documentata è quella dei parametri: tremore in leggera diminuzione ma alto, tre punti di emissione lavica attivi, cenere in dispersione verso sud-est, codice aeronautico arancione.

Il numero da seguire nelle prossime ore è la quota del fronte lavico, ferma a 1.395 metri nella rilevazione del 16 agosto: è quella che dice se la colata avanza verso quote più basse o si esaurisce nell’ampio anfiteatro della Valle del Bove.

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