Area euro, il prodotto interno lordo cresce dello 0,4% mentre i prezzi risalgono al 2,9%
La stima Eurostat del 14 agosto conferma un secondo trimestre in espansione moderata, con occupazione quasi ferma. Sullo sfondo, una produzione industriale piatta e mercati che nella seduta del 17 agosto hanno seguito i conti dell'intelligenza artificiale più che il petrolio.
Il dato che orienta l’estate economica europea è arrivato il 14 agosto: nel secondo trimestre 2026 il prodotto interno lordo destagionalizzato è cresciuto dello 0,4% nell’area euro e dello 0,5% nell’insieme dell’Unione rispetto ai tre mesi precedenti, mentre l’occupazione si è mossa di appena un decimo di punto (Eurostat). Il divario tra le due cifre è la parte più informativa: l’espansione del trimestre non si è ancora tradotta in domanda di lavoro, e il rapporto tra le due grandezze indica una crescita ottenuta più per produttività o per composizione settoriale che per nuovi occupati.
Sulla solidità del numero, il comunicato è esplicito riguardo ai propri limiti. La stima si appoggia su informazioni nazionali che coprono il 99% del prodotto dell’area euro e dell’Unione, percentuale che scende al 95% e al 92% quando si passa all’occupazione. Una prima versione era stata diffusa il 30 luglio con i dati di soli 19 Stati membri, e le cifre attuali potranno cambiare con le elaborazioni ordinarie previste per il 7 settembre e il 20 ottobre. Chi legge un decimo di punto come una svolta legge un numero che l’istituto stesso considera ancora provvisorio.
Il quadro dell’offerta industriale resta il vincolo. A giugno la produzione industriale è rimasta invariata nell’area euro ed è salita dello 0,2% nell’Unione rispetto a maggio (Eurostat). In Italia, il comunicato dell’Istat pubblicato ad agosto presenta indici in base 2021, corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati settore per settore, con un prospetto dedicato alle correzioni apportate ai dati di maggio: anche qui i valori di giugno sono dichiarati provvisori, e le serie integrali restano nella banca dati pubblica dell’istituto. La produzione che non cresce accanto a un prodotto interno lordo che cresce è un’informazione sul peso relativo dei servizi, non una contraddizione.
Il terzo elemento è quello che condiziona le decisioni di politica monetaria. Secondo la stima rapida diffusa il 31 luglio, l’inflazione annua dell’area euro era attesa al 2,9% in luglio, in salita dal 2,8% di giugno, con la componente energetica al 10,0% (Eurostat). Il dato definitivo di luglio era in calendario per il 19 agosto. Un’accelerazione trainata dall’energia ha una natura diversa da una spinta dei servizi o dei salari, e la distinzione conta perché sulla prima le banche centrali hanno per definizione poca presa.
Fuori dall’Europa, la stessa giornata di mercati ha mostrato che i prezzi dell’energia non stanno guidando le aspettative. Il 17 agosto il Brent trattava attorno agli 89 dollari al barile e il Wti a 82,5, con variazioni inferiori al mezzo punto percentuale nonostante le tensioni su Hormuz: in assenza di interruzioni effettive delle forniture, il premio geopolitico non si è materializzato (Il Sole 24 Ore).
A muovere le quotazioni è stata invece la tecnologia. L’indice manifatturiero della Federal Reserve di New York è salito a 20,6 in agosto da 15,6 di luglio, ben oltre le attese ferme a 11, con la seconda espansione consecutiva e il ritmo più rapido dalla fine del 2021; nella stessa seduta i produttori di semiconduttori hanno guadagnato terreno dopo che Bloomberg ha riferito ricavi trimestrali di Anthropic superiori agli 11,5 miliardi di dollari. Sul fronte asiatico, Alibaba ha chiuso in rialzo dello 0,9% su indiscrezioni relative alla cessione di Lingxi Games al fondo Trustar Capital per oltre 2 miliardi di dollari, mentre Intel ha guadagnato lo 0,4% dopo l’acquisto di più di 105.000 azioni a 95 dollari da parte del proprio amministratore delegato (Milano Finanza).
Le prossime verifiche hanno date fissate: il 7 settembre e il 20 ottobre per le revisioni dei conti trimestrali, il 13 novembre per l’uscita successiva della serie.
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