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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Tech & AI · Analisi mercoledì 19 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

OpenAI, SoftBank e Nvidia costruiscono in Ohio con una garanzia da 105 miliardi

Accordo ventennale fra OpenAI e SB Energy per il PORTS-Pike Technology Campus di Portsmouth. Nvidia entra come investitore e garante: nei documenti depositati alla SEC compare una garanzia fino a 105 miliardi di dollari su obblighi condizionati di locazione e fornitura elettrica.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Brett Sayles su Pexels

Il numero che merita attenzione in questa operazione non è quello dell’investimento, ma quello della garanzia. Nei documenti depositati alla SEC, l’autorità di vigilanza sui mercati statunitensi, compare una garanzia fino a 105 miliardi di dollari prestata da Nvidia su obblighi condizionati di locazione e di pagamento dell’energia nei confronti di SB Energy. Nvidia ha inoltre investito direttamente 1,5 miliardi di dollari nella società, motivando la scelta con l’evoluzione di SB Energy in sviluppatore di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

L’oggetto dell’accordo è il PORTS-Pike Technology Campus di Portsmouth, in Ohio, per il quale OpenAI ha sottoscritto con SB Energy — società sostenuta da SoftBank — un contratto ventennale d’uso. Secondo le fonti che hanno dato conto dell’operazione, il campus sorge sull’area di un ex impianto nucleare.

La distinzione fra i 1,5 miliardi e i 105 miliardi è la parte più istruttiva della vicenda, e va spiegata perché è facile confonderla. I 1,5 miliardi sono denaro investito. I 105 miliardi non corrispondono a denaro versato: sono il tetto massimo di una garanzia su obblighi condizionati, cioè l’impegno di Nvidia a rispondere di canoni di locazione e di pagamenti dell’energia qualora si verifichino determinate condizioni. Non è denaro che esce oggi, ed è però ciò che rende sostenibile per un costruttore un’infrastruttura di questa dimensione: dietro i flussi di pagamento verso SB Energy c’è la firma di Nvidia.

Una garanzia da 105 miliardi non è denaro versato: è la ragione per cui qualcun altro accetta di versarlo.

La struttura societaria completa il quadro. Fra gli investitori già presenti in SB Energy figurano SoftBank e la stessa OpenAI. Ne risulta un assetto circolare: OpenAI è insieme cliente ventennale dell’infrastruttura e azionista di chi la realizza; Nvidia è insieme fornitore naturale dei processori che quel campus ospiterà, investitore nella società immobiliare ed energetica e garante dei suoi impegni; SoftBank finanzia entrambe le estremità della catena. Ogni soggetto compare in più di un ruolo lungo la stessa filiera.

È esattamente questo tipo di intreccio a essere finito sotto osservazione delle autorità americane. Il Dipartimento di Giustizia statunitense sta esaminando i rapporti fra il fondo Andreessen Horowitz e alcune aziende concorrenti nel settore dell’intelligenza artificiale: un esame che riguarda un soggetto diverso da quelli coinvolti in Ohio, ma che segnala quale sia oggi la domanda regolatoria emergente sul settore — se le partecipazioni incrociate fra chi produce i processori, chi costruisce i centri dati e chi addestra i modelli configurino un problema di concorrenza.

Due elementi restano fuori dai fatti accertati e li segnaliamo come tali. Il primo è la capacità elettrica del campus, che nelle fonti consultate non risulta specificata in modo verificabile. Il secondo è il calendario di entrata in esercizio: un contratto ventennale d’uso non coincide con una data di accensione, e nessuna delle fonti disponibili indica quando l’impianto sarà operativo.

Anche sulla garanzia il perimetro delle informazioni disponibili è limitato: i documenti danno il tetto massimo, 105 miliardi di dollari, e la natura condizionata degli obblighi coperti — locazione e fornitura elettrica verso SB Energy — ma le fonti consultate non specificano quali condizioni debbano verificarsi perché la garanzia venga escussa, né in quali quote nel tempo. Quanto di quella cifra si tradurrà in esborsi effettivi dipende da elementi che allo stato non risultano pubblici.

Il documento pubblico su cui poggia l’intera ricostruzione è il deposito alla SEC: è lì, e non nei comunicati, che la cifra della garanzia è scritta.

Fonti: Smartphonology; Hardware Upgrade, su documenti depositati alla SEC e dichiarazioni pubbliche di Nvidia.

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