In vigore la legge sul PNRR: 1,05 miliardi in più e contributo sulle spedizioni rinviato a ottobre
La legge 152/2026 integra quattro investimenti del Piano e sposta al 1° ottobre il prelievo sui pacchi extra-UE di modico valore. La riprogrammazione, però, aspetta ancora la decisione formale di Bruxelles. Intanto il governo ha approvato il decreto attuativo sull'intelligenza artificiale.
La legge 7 agosto 2026 n. 152, di conversione del decreto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto ed è entrata in vigore il 21. Il provvedimento integra le risorse di quattro investimenti del Piano per complessivi circa 1,054 miliardi di euro, destinati soprattutto a infrastrutture idriche, comunità energetiche, piccole e medie imprese ed edilizia residenziale pubblica, come riporta Forze Armate sulla base del testo pubblicato.
La cifra va letta con attenzione a ciò che è: un’integrazione di dotazione su linee di investimento già esistenti, non un nuovo programma. Il materiale disponibile indica il totale e i settori, non la ripartizione puntuale fra i quattro investimenti: finché quella tabella non è pubblica, ogni distribuzione delle risorse fra rete idrica, comunità energetiche, imprese e case popolari resta una supposizione.
Il rinvio che tocca i pacchi
La misura destinata ad avere l’impatto più immediato sui conti di famiglie e commercio elettronico è un rinvio: il contributo sulle spedizioni extra-UE di modico valore slitta dal 1° luglio al 1° ottobre 2026. Tre mesi di proroga per un prelievo che riguarda i pacchi di basso valore in arrivo da fuori Unione europea, cioè il canale su cui si regge buona parte degli acquisti transfrontalieri a basso prezzo.
Il passaggio che manca
Il punto più rilevante per la tenuta del Piano è però contenuto nello stesso testo: la riprogrammazione deve ancora essere perfezionata con la decisione formale dell’Unione europea. In altri termini, il Parlamento italiano ha convertito in legge una redistribuzione di risorse che sul piano europeo non è chiusa.
Il calendario resta stretto: traguardi e obiettivi del dispositivo europeo devono essere completati entro il 31 agosto 2026. Sono due orologi che corrono su binari diversi — quello nazionale, che ha già prodotto una legge in vigore, e quello europeo, che deve ancora produrre un atto. Quali conseguenze abbia l’eventuale disallineamento fra i due, il materiale disponibile non lo precisa.
Il decreto sull’intelligenza artificiale
Nel frattempo il Consiglio dei ministri del 4 agosto ha esaminato il decreto attuativo sull’intelligenza artificiale. Secondo il comunicato del Consiglio dei ministri del 4 agosto 2026, il testo anticipa l’operatività degli spazi di sperimentazione normativa con trattamento preferenziale per le piccole e medie imprese e per le imprese in fase di avvio, stanzia 100 milioni di euro per il contrasto dei rischi legati all’abuso delle piattaforme e delle reti sociali digitali, rende obbligatoria la formazione sull’intelligenza artificiale nel programma di Educazione Continua in Medicina e affida alla Scuola Superiore della Magistratura la formazione dei magistrati sulla stessa materia. Il provvedimento è stato aggiornato alle modifiche introdotte nel regolamento europeo dal regolamento (UE) 2026/1744, con sanzioni condizionate all’entrata in vigore dei corrispondenti obblighi e divieti.
Su questo secondo provvedimento la notizia proviene al momento da un’unica origine (il comunicato del Consiglio dei ministri del 4 agosto); nessuna conferma indipendente disponibile. È una distinzione che conta: della legge 152 esiste il testo pubblicato in Gazzetta, del decreto sull’intelligenza artificiale esiste finora la descrizione che ne dà il governo.
Le due misure hanno in comune il meccanismo delle sanzioni e delle scadenze legate a un calendario europeo: nel primo caso la decisione dell’Unione europea sulla riprogrammazione, nel secondo l’entrata in vigore degli obblighi previsti dal regolamento aggiornato.
Fonti: Forze Armate; Struttura di missione PNRR – Presidenza del Consiglio; Dipartimento per gli Affari europei.
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