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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Economia e Mercati · Analisi sabato 22 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Mps lancia due offerte di scambio da 34 miliardi su Banco Bpm e Banca Generali

Storia diversa da quella aperta stamattina sui riacquisti di debito del Tesoro americano: a Siena il consiglio di Mps ha approvato la contromossa all'offerta di Intesa Sanpaolo, con quattro consiglieri su tredici contrari.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Matheus Natan su Pexels

Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha approvato venerdì 21 agosto 2026 il piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio: due offerte pubbliche di scambio volontarie, interamente pagate in azioni, su Banco Bpm e su Banca Generali. Il valore complessivo dichiarato è di circa 34 miliardi di euro, suddivisi in 25,3 miliardi per Banco Bpm e 8,72 miliardi per Banca Generali, secondo la nota della banca ripresa da ANSA e dal Post.

La mossa nasce da una posizione difensiva. A giugno Intesa Sanpaolo aveva lanciato su Mps un’offerta pubblica di acquisto e scambio da 30,6 miliardi di euro; il piano approvato ora punta a cambiare le dimensioni del bersaglio, trasformando la banca senese da preda in aggregante di due istituti quotati. Il costo dell’operazione, va detto, non è in contanti: pagando in carta, Mps espone il valore delle proprie offerte all’andamento dei titoli coinvolti, e quindi i 34 miliardi sono una fotografia al giorno dell’annuncio, non una somma fissa.

La decisione non è stata unanime. La riunione del consiglio si è protratta per sette ore il giorno precedente l’annuncio e quattro membri su tredici non hanno approvato il piano, come riferiscono sia ANSA sia Forbes Italia. Su un’operazione di questa dimensione, una minoranza di quasi un terzo del consiglio è un dato che pesa sulla solidità del mandato negoziale di chi la porterà avanti.

L’obiettivo dichiarato da Lovaglio è la nascita di un secondo polo bancario nazionale: «Creiamo il secondo gruppo italiano e di rilevanza europea e pronto a competere», ha affermato l’amministratore delegato nella presentazione riportata dal Post.

La prima lettura del mercato è stata di segno diverso per i quattro titoli: nelle contrattazioni successive all’annuncio Mps e Intesa Sanpaolo si sono mosse in rialzo, mentre Banco Bpm e Banca Generali hanno perso terreno (Forbes Italia). È un movimento che non convalida né smentisce il piano: segnala che gli operatori, per ora, non danno per scontato il buon esito delle due offerte ai rapporti di cambio proposti.

Sul fronte opposto, fonti vicine al dossier riferiscono che i legali di Intesa Sanpaolo stanno valutando osservazioni da presentare alla Consob sull’operazione. Questa parte proviene al momento da un’unica origine (ANSA); nessuna conferma indipendente è disponibile e non risultano atti formali depositati.

Restano fuori dal materiale disponibile gli elementi che decideranno l’esito: i rapporti di cambio definitivi, il calendario delle autorizzazioni e la posizione degli azionisti di riferimento dei due istituti oggetto delle offerte. Il dato accertato oggi è quello deliberato dal consiglio: due offerte in azioni per 34 miliardi complessivi, approvate con quattro voti contrari su tredici.

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