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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Tech & AI · Analisi sabato 22 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

A Pechino un robot umanoide percorre i 100 metri in 9,32 secondi, secondo CCTV

La rilevazione arriva da una sessione di prova collegata ai Giochi Mondiali di Robotica Umanoide, avviati il 22 agosto. Il dato risale all'emittente statale cinese e non ha verifiche indipendenti; le condizioni non sono comparabili con una gara di atletica.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di KoolShooters su Pexels

Storia nuova rispetto all’edizione del mattino, e appartiene a un ambito che il giornale segue per ragioni tecniche più che sportive: il controllo dinamico della locomozione bipede.

Il robot umanoide Lightning, sviluppato dal produttore cinese di telefoni Honor, ha percorso i 100 metri in 9,32 secondi, raggiungendo una velocità massima di 14,5 metri al secondo. La rilevazione arriva da una sessione dimostrativa legata alla seconda edizione dei Giochi Mondiali di Robotica Umanoide, che a Pechino hanno preso il via il 22 agosto 2026 (ANSA).

L’origine del dato

Su questo punto serve una precisazione, perché è ciò che distingue una notizia verificata da una notizia riportata. La misurazione proviene dall’emittente statale cinese CCTV: è così che la attribuiscono Swissinfo, Open e l’ANSA stessa, mentre Il Sole 24 Ore la riprende dall’agenzia Reuters. Le riprese internazionali risalgono dunque alla stessa comunicazione: il cronometraggio non risulta verificato da un ente terzo, e va trattato come dato dichiarato dall’organizzazione dell’evento e diffuso dalla televisione di stato.

Perché il confronto con l’atletica non regge

Le cronache accostano il tempo al primato mondiale umano sui 100 metri, 9,58 secondi stabiliti da Usain Bolt ai Mondiali di Berlino del 2009. Il confronto è suggestivo e tecnicamente improprio, per tre ragioni che vale enunciare.

La prima è procedurale: un record di atletica esiste perché esiste un regolamento che ne fissa le condizioni — partenza dai blocchi, rilevazione elettronica, controllo del vento, omologazione. Il materiale disponibile non indica nulla di simile per la prova di Pechino, che è descritta come un evento di test.

La seconda è meccanica. Un umanoide che raggiunge 14,5 metri al secondo lo fa con un sistema di attuazione, un bilanciamento e una gestione dell’impatto al suolo del tutto diversi da quelli del corpo umano: la grandezza confrontabile non è il tempo, ma la stabilità del passo alle alte frequenze.

La terza è dichiarata dai costruttori stessi. Per i Giochi, i ricercatori hanno allungato di 10 centimetri le gambe del robot, portandole a 1,05 metri. È un intervento che aumenta l’ampiezza del passo — un parametro modificabile a piacere in una macchina, non in un atleta — e che spiega da solo perché il paragone appartenga alla comunicazione e non alla misurazione.

Che cosa dice davvero il numero

L’informazione tecnica interessante è la progressione. Ad aprile 2026 lo stesso robot aveva vinto la mezza maratona di Pechino, 21 chilometri in 50 minuti e 26 secondi: un compito di resistenza, dominato dai consumi energetici e dalla dissipazione del calore. Passare in quattro mesi da un esercizio di durata a una prova di velocità massima significa lavorare su vincoli opposti: nel primo caso conta l’efficienza per chilometro, nel secondo la potenza istantanea e la capacità di non perdere l’equilibrio.

Su una cosa i dati disponibili non offrono risposte: nulla indica se la prova sia stata ripetibile, quante corse siano state effettuate, né quale sia stato il tasso di caduta. Sono le informazioni che distinguono una dimostrazione da un risultato ingegneristico consolidato, e la loro assenza è parte della notizia.

La seconda edizione dei Giochi Mondiali di Robotica Umanoide è cominciata a Pechino il 22 agosto: sarà il calendario delle prove ufficiali, con classifiche e regolamenti pubblicati, a fornire numeri confrontabili fra macchine diverse.

Fonti: ANSA, Swissinfo, Il Sole 24 Ore, Open. Origine primaria della misurazione: CCTV (emittente di stato cinese).

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