Manovra 2027, promesse dei partiti e coperture ancora non indicate
Si apre il cantiere dell'ultima legge di bilancio della legislatura: taglio dell'Irpef, blocco dell'età pensionabile, tassa piatta incrementale. Il governo chiede fino a 36 miliardi di flessibilità all'Unione europea.
La legge di bilancio 2027 è l’ultima manovra della legislatura: le elezioni politiche sono previste nel 2027, e questo basta a spiegare perché il confronto nella maggioranza sia partito dalle misure e non dalle risorse. Le tre ricostruzioni disponibili — Linkiesta, Panorama e l’edizione inglese del Sole 24 Ore — convergono su un punto: le proposte sono definite, le coperture no.
Le tre richieste sul tavolo
Il quadro delle rivendicazioni dei partiti di maggioranza è questo.
| Proposta | Chi la sostiene | Costo indicato |
|---|---|---|
| Stop all’aumento dei requisiti pensionistici legati all’aspettativa di vita | Lega | circa 1,1 miliardi per il primo scatto |
| Tassa piatta incrementale | Forza Italia | non indicato |
| Aliquota Irpef al 33% fino a 60.000 euro | Fratelli d’Italia | non indicato |
Il dato sulle pensioni è l’unico accompagnato da una stima: circa 1,1 miliardi per sterilizzare il primo scatto legato all’aspettativa di vita. Per le due misure fiscali il materiale disponibile non riporta cifre, e non le costruiamo noi: una stima inventata in un articolo di giornale ha lo stesso aspetto tipografico di una stima ufficiale, ed è la ragione per cui questo giornale non ne produce.
La flessibilità europea
Il passaggio parlamentare già avvenuto è invece documentato: Camera e Senato hanno votato la risoluzione che autorizza il governo ad attivare la clausola di salvaguardia nazionale, e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che l’Italia chiederà fino a 36 miliardi di flessibilità nel triennio.
La cifra va letta per quello che è: una richiesta, non una concessione. La flessibilità nel quadro europeo non è denaro che arriva, è spazio di indebitamento che viene consentito. Se accolta, permette di finanziare misure senza contrarre altra spesa; non riduce il debito che ne deriva.
La revisione dell’Ufficio parlamentare di bilancio
Il secondo elemento nuovo è la revisione delle stime di crescita. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha alzato la previsione di crescita del Pil 2026 dallo 0,5% allo 0,9%, confermando lo 0,6% per il 2027.
Un decimale di Pil, in una manovra, non è un dettaglio accademico: entra nei conti come base di calcolo del gettito e come denominatore dei rapporti con il debito. Ma la revisione riguarda l’anno in corso, mentre la manovra si scrive sull’anno successivo, per il quale la stima è rimasta ferma allo 0,6%. Il beneficio contabile, in altri termini, arriva soprattutto dal punto di partenza, non dall’orizzonte su cui si spende.
Il nodo che tiene insieme le tre proposte
Le tre misure hanno in comune una caratteristica: sono tutte riduzioni di entrate o rinvii di risparmi. Il blocco dei requisiti pensionistici non taglia le pensioni future, sposta in avanti un risparmio già scritto nelle tendenze di spesa. L’estensione dell’aliquota Irpef al 33% fino a 60.000 euro riduce il gettito sulla fascia interessata. La tassa piatta incrementale riduce l’imposizione sugli aumenti di reddito.
Nessuna delle fonti consultate indica, allo stato, le voci di entrata o di spesa destinate a finanziarle. È il motivo per cui la stagione della manovra si misura non sugli annunci di agosto ma sui documenti di autunno: bollinatura della Ragioneria, relazione tecnica, articolato.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo le coperture, non conosciamo il costo delle due misure fiscali, non sappiamo se e in che misura la richiesta di flessibilità sarà accolta a Bruxelles. Sappiamo che il primo scatto pensionistico costa circa 1,1 miliardi a sterilizzare, che la crescita 2027 è stimata allo 0,6% e che il governo ha già ottenuto dal Parlamento il mandato per chiedere fino a 36 miliardi di spazio fiscale nel triennio.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore