Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cronache · Analisi martedì 25 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Cinque navi da carico colpite da droni al largo di Novorossijsk e Tuapse

Tra il 17 e il 18 agosto almeno cinque mercantili legati al traffico di granaglie sono stati attaccati vicino ai due porti russi del Mar Nero. Una portarinfuse greca è stata quasi distrutta dall'incendio: salvi tutti e ventuno i marittimi a bordo.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Михаил Крамор su Pexels

Il Mar Nero settentrionale è tornato ad essere un tratto di mare in cui navigare significa correre un rischio misurabile. Tra il 17 e il 18 agosto almeno cinque navi da carico impegnate nel traffico di granaglie sono state attaccate da droni in prossimità dei porti russi di Novorossijsk e Tuapse: lo riferisce Safety4Sea.

Il caso più grave riguarda la portarinfuse Anna S, battente bandiera liberiana e di proprietà greca. La nave stava navigando vuota verso Novorossijsk per caricare grano ed è stata colpita cinque volte; l’incendio che ne è seguito l’ha quasi completamente distrutta. I ventuno membri dell’equipaggio — venti filippini e un comandante rumeno — hanno abbandonato la nave e sono stati soccorsi dalla Elina B, battente bandiera maltese. La vicenda è riferita da The Moscow Times e da Marine Insight, le cui ricostruzioni risalgono a una medesima origine primaria e contano quindi, per questo giornale, come una sola.

Il giorno precedente era stata attaccata la petroliera Skiros, dopo aver caricato greggio russo al terminal del Caspian Pipeline Consortium. Più indietro nel calendario, il 3 agosto, il traghetto per rotabili turco Nadezhda era stato colpito a circa venti miglia da Novorossijsk: tre dei ventidue membri dell’equipaggio erano rimasti gravemente feriti, come riportato da Splash247.

Chi ha attaccato. Nessuna delle fonti utilizzate in questo articolo attribuisce gli attacchi a un soggetto determinato, e questo giornale non colma il vuoto con una deduzione. La sola cosa accertabile dal materiale disponibile è il mezzo — droni — e la geografia: le acque prospicienti due terminali portuali russi, uno dei quali è il principale sbocco marittimo per il grano e per il greggio del bacino caspico.

Perché conta per chi non naviga. I porti coinvolti stanno su una delle rotte agricole più dense del pianeta. Le navi colpite erano impegnate nel ciclo del grano — una diretta al carico, altre nel medesimo traffico — e una petroliera aveva appena caricato al terminal del consorzio caspico. Un rischio ricorrente su quel tratto si traduce, per gli operatori, in tre effetti concreti e già noti al settore: premi assicurativi, disponibilità degli equipaggi e tempi di sosta. Nessuna delle fonti qui usate quantifica questi effetti, e in mancanza di dati non li stimiamo.

Il fattore umano. Il conto delle persone è l’unico dato che si possa allineare con precisione: ventuno marittimi tratti in salvo dall’Anna S, tre feriti gravi fra i ventidue della Nadezhda. Sono equipaggi multinazionali — filippini, un comandante rumeno, personale imbarcato su una nave turca — che lavorano per armatori greci e turchi sotto bandiere liberiana e maltese. La geometria societaria della marina mercantile fa sì che un attacco in acque russe coinvolga simultaneamente registri, armatori e nazionalità di equipaggio distribuiti su tre continenti.

Che cosa non sappiamo. Non conosciamo il nome delle altre navi colpite nella finestra 17-18 agosto oltre a quelle citate, né l’entità dei danni alla Skiros. Non risulta, nel materiale disponibile, una comunicazione delle autorità portuali russe sull’operatività dei terminali di Novorossijsk e Tuapse dopo gli attacchi, né un dato sui volumi di grano effettivamente movimentati nei giorni successivi.

Il riscontro successivo è di natura statistica: i dati di traffico dei due porti e le comunicazioni delle autorità marittime dei paesi i cui equipaggi e le cui navi sono coinvolti. Fino ad allora i numeri accertati restano cinque navi attaccate in due giorni, ventuno persone evacuate e tre ferite gravi il 3 agosto.

Fonti: Safety4Sea, The Moscow Times e Marine Insight (un’unica origine fra queste due), Splash247.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore