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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia · Analisi giovedì 27 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Tajani esclude la tassa sugli extraprofitti e propone un contributo concordato

Al Meeting di Rimini il vicepresidente del Consiglio respinge l'ipotesi rilanciata dal Pd e indica come alternativa un accordo con le imprese energetiche. Intanto il taglio delle accise sul gasolio resta prorogato di dieci giorni.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Magda Ehlers su Pexels

La manovra 2027 non ha ancora un testo, ma ha già un punto di frizione: chi paga l’aumento dei costi dell’energia. Al Meeting di Rimini il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di essere contrario a qualsiasi ipotesi di tassa sugli extraprofitti nella prossima legge di bilancio, indicando come alternativa un contributo concordato con le aziende del settore, sul modello degli accordi già raggiunti con banche e assicurazioni.

Sulla provenienza di queste dichiarazioni va detto subito il limite: la notizia proviene al momento da un’unica origine (l’agenzia Italpress, ripresa da Bologna 2000, da Stampa Parlamento e da Vetrina TV); nessuna conferma indipendente disponibile. Le tre testate riportano lo stesso testo di agenzia, non tre resoconti distinti.

La formula e il suo confine

La distinzione che Tajani propone è fra un prelievo imposto per legge e una contribuzione negoziata. Il primo lo ha respinto con una formula politica: «non voglio sentire la parola extraprofitto che sa molto di Unione Sovietica». La seconda resta senza cifre: le dichiarazioni riportate non indicano né la platea delle imprese coinvolte né l’ordine di grandezza del contributo, né il veicolo normativo con cui verrebbe introdotto.

Nello stesso intervento il vicepremier ha affermato che i 14 miliardi ottenuti con lo scostamento di bilancio non possono essere destinati al taglio delle accise, e che serve invece un intervento strutturale sui costi energetici. Ha collegato l’aumento dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti alle guerre in corso e alla crisi dello stretto di Hormuz. Sul fronte opposto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha sostenuto che è il momento di tassare gli extraprofitti: le due posizioni, secondo il resoconto d’agenzia, si sono espresse in parallelo, senza confronto diretto.

Il contesto: dieci giorni di proroga

La discussione avviene mentre il governo tampona la stessa materia con misure a scadenza ravvicinata. Il Consiglio dei ministri n. 186, convocato mercoledì 26 agosto alle 18 a Palazzo Chigi, aveva all’ordine del giorno uno schema di decreto legge su disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi e uno sulla continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale. Secondo Euronews Italia la riunione è durata circa quindici minuti e ha prorogato fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio.

Il precedente immediato dà la misura dei costi. Il 4 agosto il governo aveva approvato il decreto legge n. 139, che riduceva le accise dal 7 al 24 agosto portando l’aliquota sul gasolio a 532,90 euro per mille litri: onere quantificato in 190,2 milioni di euro per il 2026, ai quali si aggiungevano 42,1 milioni per il credito d’imposta all’autotrasporto, come riferisce S&H Magazine su dispaccio Adnkronos.

MisuraPeriodoCosto dichiarato
Dl n. 139 del 4 agosto7-24 agosto190,2 mln (2026) + 42,1 mln autotrasporto
Proroga del 26 agostofino al 5 settembrenon comunicato nelle fonti disponibili

Che cosa manca

Non è disponibile la quantificazione della proroga approvata mercoledì, né il testo pubblicato del decreto. Sul contributo concordato ipotizzato da Tajani non esistono documenti: è una posizione politica espressa in un intervento pubblico, non una proposta articolata. E sull’intervento «strutturale» annunciato non sono indicati strumenti, tempi né copertura.

Il primo appuntamento verificabile è la scadenza del 5 settembre: da quella data, in assenza di un nuovo provvedimento, l’aliquota sul gasolio torna al livello ordinario.

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