Alluvione fra Nepal e Tibet: recuperati 362 corpi, oltre 1.400 le persone disperse
Il collasso di un ghiacciaio ha riversato acqua e fango nella valle del Lhende Khola, spazzando villaggi lungo il confine. I bilanci nepalese e cinese restano separati e non sommabili.
I soccorritori impegnati lungo il confine fra Nepal e Cina hanno recuperato almeno 362 corpi dopo la colata di acqua e fango che il 26 agosto ha investito l’area: 359 sul versante nepalese e 3 in Tibet. Le ricerche riguardano oltre 1.400 persone di cui non si hanno notizie. La polizia nepalese ha riferito di 4.050 agenti mobilitati per le operazioni di soccorso e di ripristino, secondo quanto raccolto dall’ANSA.
All’origine dell’ondata, secondo le ricostruzioni disponibili, c’è il collasso di un ghiacciaio che si è riversato nel fiume Lhende Khola. Le squadre lavorano nei distretti nepalesi di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha, con forze di sicurezza, autorità locali e guide di montagna, come riferisce Sky TG24.
Due contabilità che non si sommano
Il punto più delicato di questa vicenda non è il numero, ma il modo in cui i numeri vengono costruiti. Da un lato ci sono i dati diffusi dalle autorità nepalesi; dall’altro quelli dei media statali cinesi, che indicano 558 dispersi — di cui 260 stranieri — nella contea di Gyirong, in Tibet, dove si contano tre morti. Le stesse autorità e i media che li riportano avvertono che i due bilanci non possono essere sommati automaticamente: le aree si toccano, i criteri di registrazione no.
Il Nepal Tourism Board ha indicato 517 turisti stranieri e 127 cittadini nepalesi fra i dispersi. Gli elenchi diffusi comprendono, per nazionalità:
| Provenienza | Persone negli elenchi |
|---|---|
| India | 178 |
| Cina | 100 |
| Stati Uniti | 65 |
| Ucraina | 53 |
| Malesia | 51 |
| Australia | 35 |
| Regno Unito | 33 |
| Canada | 25 |
Sono liste di persone da rintracciare, non di vittime accertate: la distinzione è quella che separa un registro di presenze da un bilancio. In una valle attraversata in questa stagione da gruppi di escursionisti e da lavoratori stagionali, la differenza fra le due categorie può restare aperta per giorni.
I bilanci nepalese e cinese non possono essere sommati automaticamente.
Il perimetro geografico
L’evento ha investito insieme una regione nepalese e una contea tibetana, cioè due sistemi amministrativi e informativi diversi. La conseguenza pratica è che i dati arrivano con tempi e canali distinti: la polizia nepalese comunica il numero dei corpi recuperati e degli agenti impiegati, i media statali cinesi comunicano il conteggio dei dispersi nella contea di Gyirong. Nessuna delle due fonti fornisce, al momento, un quadro complessivo dell’area colpita.
Sul versante delle reazioni, il Dalai Lama ha diffuso un messaggio in cui si dice «profondamente addolorato per le devastanti alluvioni», riferendosi alla regione di Rasuwa in Nepal e a Kyirong in Tibet, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano.
Che cosa non sappiamo
Non è noto quante delle oltre 1.400 persone disperse siano state ritrovate vive e quante restino da cercare: gli elenchi diffusi non distinguono fra le due condizioni. Non è noto quanti dei 517 stranieri indicati dal Nepal Tourism Board siano stati rintracciati dopo la pubblicazione della lista. Non è noto il numero complessivo degli edifici distrutti né quello delle persone evacuate. Non è stato diffuso un dato consolidato che tenga insieme le due sponde del confine, e allo stato non esiste un’autorità che lo pubblichi.
Neppure la dinamica è chiusa: la ricostruzione del collasso glaciale è quella riferita dalle fonti locali, senza che sia stata resa pubblica una verifica tecnica indipendente sul volume d’acqua liberato o sulle condizioni del bacino a monte. Un dato che manca in modo particolarmente vistoso è il tempo trascorso fra il distacco e l’arrivo dell’onda sui villaggi: è la misura che dice se un sistema di allarme avrebbe potuto funzionare.
Le operazioni proseguono nei quattro distretti nepalesi indicati dalla polizia. Il conteggio dei corpi recuperati — 359 in Nepal e 3 in Tibet — è quello riferito dalle fonti citate, che non ne indicano l’ora di aggiornamento, e resta la sola cifra su cui le autorità dei due paesi convergono nella forma, se non nel totale.
Fonti: ANSA; Sky TG24; Il Fatto Quotidiano; Il Sole 24 Ore, edizione in inglese. I dati sul versante tibetano provengono da media statali cinesi, ripresi dalle fonti citate.
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