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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia · Analisi venerdì 28 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Farnesina invia personale a Kathmandu: restano tre italiani irreperibili

Il ministero degli Esteri ha spostato funzionari dall'ambasciata di New Delhi verso il Nepal. Dei circa dieci connazionali inizialmente non rintracciati, i casi ancora aperti sono tre.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Roman Saienko su Pexels

La risposta italiana all’alluvione fra Nepal e Tibet passa per un’operazione amministrativa poco spettacolare e molto concreta: spostare persone. Il ministero degli Esteri ha destinato a Kathmandu funzionari in servizio all’ambasciata italiana di New Delhi, così da ampliare il presidio diplomatico nel paese e il sostegno agli italiani che vi si trovano. È il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ad averlo comunicato, secondo quanto riportato dal Foglio.

Il dato più rilevante riguarda i numeri delle persone da rintracciare. Secondo la Farnesina, della decina di italiani inizialmente irreperibili restano tre casi specifici segnalati: gli altri sono stati ricondotti a contatti stabiliti o a segnalazioni rientrate. È una riduzione, non una chiusura, e va letta per quello che è: nelle prime ore dopo un disastro in area montana la categoria «irreperibile» comprende sia chi è coinvolto sia chi semplicemente non ha campo telefonico.

I numeri della presenza italiana

Il quadro complessivo dei connazionali nell’area è più ampio dei tre casi aperti. Secondo Il Fatto Quotidiano, dei 90 italiani registrati dalla Farnesina in Nepal soltanto due si trovavano nella zona colpita dall’alluvione, e risultano in buone condizioni. Il numero dei registrati, però, non coincide con quello dei presenti: la registrazione presso le rappresentanze diplomatiche è volontaria, e chi entra nel paese per un trekking di due settimane spesso non la effettua. È la ragione per cui i tre casi segnalati non sono necessariamente un sottoinsieme dei 90.

Un secondo canale è quello locale: le autorità nepalesi hanno indicato la presenza di cittadini italiani nell’elenco dei dispersi diffuso dal Nepal Tourism Board, la lista che nel complesso comprende 517 turisti stranieri e 127 cittadini nepalesi, secondo i dati riportati da Sky TG24. Quell’elenco include, per le nazionalità più numerose, 178 indiani, 100 cinesi, 65 statunitensi e 53 ucraini. Non è stato reso pubblico il numero di italiani che vi compaiono, e il confronto fra la lista nepalese e i tre casi della Farnesina non è stato fatto in modo esplicito da nessuna delle due parti.

Il cordoglio e l’assistenza

Sul piano politico, il ministro ha espresso «il cordoglio del governo alle famiglie delle vittime delle alluvioni», riferendosi al Nepal e alla regione tibetana. La formula è quella consueta; l’atto amministrativo che la accompagna — il rinforzo della sede di Kathmandu con personale distaccato da New Delhi — è invece la misura di quanto l’evento sia considerato gestibile con le risorse ordinarie: non è stata annunciata l’apertura di un’unità di crisi dedicata né l’invio di squadre di soccorso italiane.

L’assistenza consolare in questi casi consiste in operazioni ripetitive: incrociare segnalazioni di familiari, contattare operatori turistici e agenzie di trekking, verificare i registri degli alberghi e dei permessi di escursione, dialogare con la polizia locale. È un lavoro che produce risultati misurabili solo in negativo, cioè quando il numero dei casi aperti scende.

Che cosa non sappiamo

Non sappiamo quanti funzionari siano stati inviati a Kathmandu né per quanto tempo. Non sappiamo se i tre casi segnalati riguardino persone incluse nell’elenco del Nepal Tourism Board o segnalazioni giunte da familiari in Italia. Non è stato comunicato se sia stata attivata una linea telefonica dedicata ai familiari, né quale sia il canale con cui le informazioni vengono trasmesse dalle autorità nepalesi alla rappresentanza italiana.

Il passaggio verificabile nelle prossime ore è uno solo: l’aggiornamento del numero dei casi aperti da parte della Farnesina. Al 27 agosto quel numero era tre, sceso da una decina iniziale.

Fonti: Il Foglio; ANSA; Il Fatto Quotidiano; Sky TG24.

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