Una conta che sale e una che scende
Apriamo con l'alluvione fra Nepal e Tibet, dove i corpi recuperati sono 362 e i dispersi oltre 1.400. Nella stessa edizione, un annuncio militare su Hormuz che chiude — per ora — una vicenda seguita da giorni.
L’apertura di oggi è la sola possibile per ordine di grandezza. Lungo il confine fra Nepal e Cina i soccorritori hanno recuperato 362 corpi, 359 sul versante nepalese e 3 in Tibet, mentre le ricerche riguardano oltre 1.400 persone di cui non si hanno notizie. Sono numeri destinati a muoversi: li pubblichiamo come i più recenti accertabili al momento in cui scriviamo, e se dovessero essere corretti al ribasso lo diremo come correzione, non come progresso.
Alla stessa vicenda dedichiamo un secondo pezzo, in Italia, per una ragione che non è patriottica ma di metodo: la Farnesina ha spostato funzionari da New Delhi a Kathmandu e ha ridotto da una decina a tre i casi di italiani segnalati come irreperibili. È una diminuzione, e va detta come tale — le persone non rintracciate non sono per questo confermate salve.
La gerarchia successiva segue la portata delle conseguenze, non l’emozione. La morte di Ratko Mladic all’Aia produce due letture opposte dentro lo stesso paese, Sarajevo e Banja Luka: è per questo che sta in Europa e non altrove. Ci teniamo alla vicenda politica e diplomatica, non alla materia giudiziaria, che questo giornale non copre. Londra che autorizza MBDA a trasferire dati riservati sullo Scalp per l’assemblaggio in Ucraina, con la reazione russa che ne consegue, è un cambio di natura del sostegno occidentale: si passa dalle armi ai progetti.
In Economia i 96,2 miliardi di ricavi trimestrali di Nvidia, con 89 miliardi dai soli centri dati, restano il numero più difficile da collocare in una scala di confronto: lo riportiamo con la tabella e senza consigli, che non è mestiere nostro. In Salute pubblichiamo il bollettino dell’Istituto superiore di sanità sul West Nile: 312 casi confermati, 156 forme neuro-invasive, 13 decessi. Dati di sorveglianza, nessuna indicazione di comportamento.
Su Hormuz il Centcom dichiara ripulite dalle mine le rotte internazionali. È un annuncio unilaterale di una parte in causa, e come tale lo trattiamo: il 27 agosto scrivevamo che i Pasdaran davano lo Stretto ancora chiuso. Il dubbio resta e sta nel testo.
Un pezzo su Yayoi Kusama era stato preparato per Cultura e scartato in lavorazione; la sezione è coperta dall’articolo sulla morte dell’artista, annunciata dallo studio dodici giorni dopo, con la provenienza unica dichiarata nel pezzo. Completano l’edizione la lettera di cento organizzazioni sulle difese informatiche, il sorteggio di Montecarlo e la preapertura di Venezia 83, dove il restauro di Tinto Brass è finanziato da una piattaforma di distribuzione.
Tutte e dieci le sezioni hanno oggi un articolo. Le Brevi si aggiungono.
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