L'Italia stanzia 250 mila euro per il Nepal, tre connazionali restano irreperibili
Il viceministro Cirielli ha autorizzato il 31 agosto un pacchetto umanitario per la popolazione colpita dalle inondazioni del 26 agosto, con fondi a UNICEF e alla Federazione internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Approvato anche il rifinanziamento da un milione del fondo bilaterale di emergenza.
Al presidio consolare rafforzato a Kathmandu — ne abbiamo scritto il 28 agosto — si aggiunge ora un intervento finanziario. Il 31 agosto il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, sentito il ministro Antonio Tajani, ha autorizzato aiuti umanitari per 250 mila euro a favore della popolazione nepalese colpita dalle inondazioni del 26 agosto, secondo il comunicato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
La somma è ripartita tra due organizzazioni. A UNICEF va la quota destinata all’assistenza immediata di bambini e famiglie vulnerabili; alla Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa quella per la fase di emergenza e di prima ripresa, con interventi su salute, acqua e igiene, sostegno psicosociale e ripristino dei legami familiari — l’attività, quest’ultima, che serve a rimettere in contatto i nuclei separati dall’evacuazione. Lo stesso provvedimento contiene una seconda decisione, di importo maggiore: il rifinanziamento per un milione di euro del fondo bilaterale di emergenza gestito da UNICEF, strumento che non è legato al singolo evento ma resta disponibile per le necessità successive.
Il confronto con l’intervento europeo aiuta a collocare la cifra italiana. L’Unione europea aveva annunciato due milioni di euro di aiuti umanitari immediati per il Nepal, come riferisce Agenzia Nova: il contributo bilaterale di Roma vale dunque un ottavo dello stanziamento comunitario, cui l’Italia partecipa a sua volta come Stato membro. Nessuna delle fonti disponibili oggi indica tempi di erogazione né la ripartizione interna tra i due organismi destinatari: su questi due punti il quadro resta incompleto.
Sul versante consolare, invece, la situazione non si è mossa. Restano tre i connazionali di cui non si hanno notizie, e la squadra dell’Unità di crisi della Farnesina giunta a Kathmandu — composta da personale trasferito dall’ambasciata di New Delhi — lavora anche all’acquisizione di informazioni su di loro, oltre che all’assistenza degli italiani presenti nel Paese. Interpellato sul punto, il ministro Tajani ha dichiarato: «Speriamo che possano essere trovati sani e salvi» (La Verità). La nota della Farnesina ripresa da La Discussione conferma che la ricerca è tuttora in corso.
Le due decisioni annunciate ieri appartengono a due registri distinti, ed è utile tenerli separati. Il pacchetto da 250 mila euro è cooperazione allo sviluppo in fase di emergenza: passa per organismi internazionali e riguarda la popolazione nepalese. L’attività della squadra consolare riguarda i cittadini italiani ed è una funzione di tutela, non di soccorso: nel Paese non risultano inviati soccorritori italiani.
Restano quindi due elementi da verificare nei prossimi giorni: l’esito delle ricerche sui tre irreperibili e l’attivazione concreta dei fondi, che nella cooperazione italiana passa dalla firma delle convenzioni con gli organismi destinatari. Il fondo bilaterale rifinanziato con un milione di euro è lo strumento che potrà essere usato per eventuali interventi successivi senza nuove autorizzazioni politiche.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore