L'Arazzo di Bayeux al British Museum per dieci mesi, dal 10 settembre
La mostra londinese apre il 10 settembre 2026 e chiude l'11 luglio 2027. A Venezia la Fondazione Querini Stampalia assegna il Premio Marco Polo a un romanzo e al suo traduttore francese; a Roma il MAXXI espone Andrea Pazienza fino al 27 settembre.
Il calendario espositivo europeo dell’autunno ha una data che pesa più delle altre. Dal 10 settembre 2026 all’11 luglio 2027 il British Museum di Londra ospita la mostra dedicata all’Arazzo di Bayeux: dieci mesi di apertura, una durata che colloca l’iniziativa fuori dal formato ordinario delle esposizioni temporanee. L’informazione compare nel panorama museale britannico pubblicato da The Past, che raccoglie i programmi ufficiali delle istituzioni: su questa notizia disponiamo di un’unica origine, e nessuna conferma indipendente risulta al momento accessibile.
La stessa rassegna elenca altre tre proposte britanniche della stagione: «Tides of Treasure» al National Waterfront Museum di Swansea, aperta fino al 26 giugno 2027; «Treasure! Lost and found» al Dorset Museum di Dorchester, in chiusura il 13 settembre 2026; «Marking Time» a Stanley Mills, in Scozia, visitabile fino al 27 settembre 2026. Tre mostre su reperti e archeologia industriale, che condividono con l’arazzo normanno la stessa logica: oggetti di lunga durata esposti per stagioni lunghe.
A Venezia il premio va anche al traduttore
Nella stessa settimana in cui il Lido apre la Mostra del Cinema, la Fondazione Querini Stampalia assegna il Premio Letterario Marco Polo Venezia 2026. Va ad Antonio Franchini per il romanzo «Il fuoco che ti porti dentro», pubblicato da Marsilio, e a Christophe Mileschi per l’edizione francese dell’opera, «Le feu que tu portes en toi», uscita per Calmann-Lévy. Presiede la giuria Paolo Molesini, presidente della Fondazione. Il dato di struttura è che il riconoscimento non separa l’autore dal traduttore: entrambi sono premiati per lo stesso libro.
Il programma della giornata, pubblicato dalla Fondazione — unica origine disponibile, trattandosi della comunicazione ufficiale dell’ente — prevede una conversazione fra giuria e vincitori sull’opera, sul lavoro di scrittura e traduzione e sul percorso editoriale che ha portato all’edizione francese. La sessione pomeridiana, dalle 16:30 alle 19:30, si intitola «La traduzione, lingua della pace». La Querini Stampalia è attiva dal 1869 ed è fra le più antiche istituzioni culturali italiane.
Roma, il fumetto in museo
A Roma il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ospita fino al 27 settembre 2026 «Andrea Pazienza. Non sempre si muore», in via Guido Reni 4. La mostra chiude una stagione romana che ha visto al MACRO due proposte di natura opposta: «Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega», che ha ricostruito la storia del premio letterario italiano più importante attraverso libri, fotografie, documenti, manifesti e materiali d’archivio, e «Mechanical Kurds» di Hito Steyerl, progetto dell’artista su tecnologia, conflitti geopolitici, immagini e potere. Il quadro è tracciato dalla rassegna delle mostre romane di Artribune, anch’essa unica origine sulla programmazione dei due musei.
Che cosa non sappiamo
Sull’esposizione londinese non conosciamo il contenuto della mostra oltre al soggetto e alle date: le fonti disponibili non indicano quali sezioni dell’arazzo saranno visibili, in che forma e con quali prestiti. Sul premio veneziano non sappiamo quali altri titoli fossero in finale né quanti membri componessero la giuria. Sulle mostre romane non abbiamo i dati di affluenza, che nessuna delle fonti riporta.
Tre appuntamenti hanno una scadenza vicina: il Dorset Museum chiude «Treasure! Lost and found» il 13 settembre, Stanley Mills chiude «Marking Time» e il MAXXI chiude la retrospettiva su Pazienza il 27 dello stesso mese.
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