Milano, treno fermo nel Passante fra Bovisa e Lancetti: circa 300 passeggeri evacuati
Storia non raccontata stamattina. Un convoglio proveniente da Varese si è bloccato per il danneggiamento della linea elettrica; i vigili del fuoco attribuiscono il guasto alla caduta di calcinacci dopo una trivellazione in superficie. Nessun ferito.
La mattina del 3 settembre la circolazione del Passante ferroviario di Milano si è interrotta fra le stazioni di Bovisa e Lancetti. Un treno proveniente da Varese e diretto verso Porta Garibaldi si è fermato in prossimità della stazione di Lancetti dopo il danneggiamento della linea elettrica, e i passeggeri sono stati fatti scendere e accompagnati all’esterno.
Le due fonti disponibili concordano sull’ordine di grandezza e divergono sui dettagli. Corriere Milano indica circa 300 persone evacuate intorno alle ore 10, con l’intervento di vigili del fuoco, Polfer, polizia locale e personale sanitario. Sky TG24 colloca il fermo del convoglio intorno alle 8.50 e parla di circa 300-400 passeggeri.
Le due indicazioni orarie non sono necessariamente in contrasto: la prima si riferisce all’evacuazione, la seconda all’arresto del treno. Nel mezzo c’è più di un’ora, che è il tempo necessario a mettere in sicurezza una linea elettrificata prima di far scendere le persone sul binario.
La causa indicata dai vigili del fuoco
Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco riportata da entrambe le fonti, il danno alla linea sarebbe stato provocato dalla caduta di calcinacci in seguito a una trivellazione eseguita in superficie. È una spiegazione che sposta l’origine del guasto dal sistema ferroviario a un’attività esterna: il Passante corre in galleria sotto il tessuto urbano, e ciò che accade sopra la volta può ricadere sui binari.
Nessun ferito è stato segnalato.
L’effetto sul traffico
Il blocco della tratta fra Milano Bovisa e Milano Lancetti si è tradotto in ritardi, variazioni di percorso e cancellazioni. Il Passante è l’asse che collega da nord a sud la rete suburbana milanese: un’interruzione in quel punto non si esaurisce nella tratta chiusa, perché costringe a instradare altrove i convogli che vi transitano e produce ricadute su linee che non attraversano il tratto interessato.
Le fonti disponibili non quantificano il numero di treni soppressi né la durata complessiva dell’interruzione al momento della pubblicazione.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo il numero esatto delle persone evacuate: le due stime disponibili — circa 300 e circa 300-400 — provengono da rilevazioni diverse fatte in condizioni di emergenza, e nessuna delle due è al momento un conteggio consolidato. Non sappiamo chi stesse eseguendo la trivellazione in superficie né per quale opera: l’attribuzione della causa è quella indicata dai vigili del fuoco sul posto, e resta una ricostruzione preliminare. Non è noto l’orario di ripristino della circolazione né se siano previste verifiche sulla tenuta della galleria nel tratto interessato.
Questo giornale non copre il versante giudiziario degli eventi di cronaca: eventuali accertamenti di responsabilità sulla trivellazione non rientrano nel perimetro del pezzo. Restano i fatti materiali: una linea elettrica danneggiata, un treno fermo in galleria, circa trecento persone accompagnate fuori, nessun ferito e una tratta chiave della rete milanese interrotta per buona parte della mattinata.
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