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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cultura · Analisi giovedì 3 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Venezia 83 si apre con un restauro: «Col cuore in gola» torna in sala in 4K

Storia nuova rispetto all'apertura di stamattina sull'Arazzo di Bayeux: la preapertura della Mostra del cinema affida il primo posto del calendario non a un film inedito ma al recupero di una pellicola del 1967, con il denaro di un operatore privato dentro il lavoro di una cineteca pubblica.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Dominik Gryzbon su Pexels

La 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha aperto il proprio calendario con il restauro in 4K di «Col cuore in gola», film del 1967 diretto da Tinto Brass, proiettato in preapertura in Sala Darsena. Il titolo, interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin e realizzato con la consulenza grafica di Guido Crepax, era passato fuori concorso al Lido proprio nel 1967: torna quindi nello stesso luogo, quasi sessant’anni dopo, in una versione ricostruita.

Il dato che conta più della proiezione è chi l’ha resa possibile. Il restauro è opera del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, l’archivio pubblico del cinema italiano, con il sostegno finanziario di Netflix. È un modello ormai diffuso su scala internazionale: le cineteche possiedono i materiali, le competenze e i diritti d’archivio, mentre la copertura dei costi del passaggio al digitale ad alta risoluzione arriva sempre più spesso da operatori privati della distribuzione, che in cambio ottengono visibilità e, in molti casi, un catalogo. La conseguenza pratica è che la scelta di quali film vengono salvati per primi non dipende soltanto dalle priorità di conservazione dell’istituto pubblico, ma anche dall’interesse di chi paga. Nel caso specifico, il materiale disponibile documenta la partecipazione economica della piattaforma, non i termini dell’accordo.

La collocazione in preapertura non è un dettaglio di servizio: è il segnale che un festival maggiore considera il lavoro d’archivio parte del programma principale e non un’appendice per specialisti. La 83ª edizione si svolge al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, sotto la direzione artistica di Alberto Barbera.

Lo stesso spostamento — dal reperto all’esperienza ricostruita — attraversa in questi mesi anche l’archeologia. Al Museo dell’Arte salvata di Roma è aperta dal 4 luglio al 15 novembre 2026 «Oasi e deserti in epoca romana», promossa dal Ministero della Cultura, dedicata alla presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano fra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. La mostra nasce dal lavoro degli archeologi impegnati negli scavi greco-romani in Egitto, con il sostegno del Ministero delle Antichità egiziano, e si affida a videoarte, ricostruzioni digitali, immagini di cantiere, animazioni e intelligenza artificiale. Alle Terme di Diocleziano, fino al 27 settembre 2026, «Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna» ricostruisce oltre duemila anni di storia urbana attraverso la moneta come strumento politico ed economico, in una formula diffusa che coinvolge Museo Nazionale Romano, VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e Parco archeologico del Colosseo.

Su entrambe le mostre romane la notizia proviene al momento da un’unica origine (il programma espositivo del Museo Nazionale Romano ripreso da Informagiovani Roma); nessuna conferma indipendente disponibile. Il punto comune resta verificabile: in tre casi su tre, ciò che il pubblico vedrà non è l’oggetto originale ma una sua restituzione tecnica — una pellicola rifotografata, uno scavo tradotto in immagini, una serie monetaria messa in sequenza. Il primo appuntamento con scadenza è il 27 settembre 2026, chiusura della mostra alle Terme di Diocleziano.

Fonti: FilmSerieCanzoni.it; Lost in Cinema; Informagiovani Roma.

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