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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura venerdì 4 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Un drone colpisce la sede dei servizi ucraini a Kiev alla vigilia della missione americana

Nel pomeriggio del 4 settembre un drone ha centrato l'edificio della SBU in via Volodymyrska, secondo le testate ucraine. Due giorni prima l'annuncio, riferito dall'agenzia di stato russa TASS, di una visita di Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca il 5 e a Kiev il 6.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di The Instagrapher su Pexels

Il fatto nuovo delle ultime ore è a Kiev, nel quadrilatero delle istituzioni. Intorno alle 15:30 di venerdì 4 settembre alcuni testimoni hanno riferito a Українська правда di un’esplosione nell’area della stazione della metropolitana Zoloti Vorota. Poco più tardi, alle 16:08, la stessa testata ha scritto che un drone aveva colpito l’edificio della SBU, il servizio di sicurezza ucraino, in via Volodymyrska, e più precisamente l’ufficio del capo ad interim Oleksandr Poklad. Secondo le fonti della testata, Poklad non si trovava nella stanza al momento dell’impatto. Dopo il colpo è divampato un incendio e i servizi di emergenza hanno lavorato per spegnerlo. L’attacco è ripreso anche dalla rassegna video di ТСН, che lo attribuisce a un drone russo.

Non abbiamo, negli estratti a disposizione, alcuna versione russa dell’episodio, né una ricostruzione indipendente dai due media ucraini. Restano quindi attribuiti alla loro cronaca sia l’individuazione del bersaglio sia l’assenza del capo dei servizi dal suo ufficio.

Il calendario diplomatico che l’attacco intercetta

La coincidenza temporale con l’agenda negoziale è ciò che rende l’episodio più di un bollettino di guerra. Secondo una fonte anonima citata dall’agenzia TASS e ripresa da Novaya Gazeta Europe, da BFM.ru e da URA.news, l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner sarebbero a Mosca sabato 5 settembre e a Kiev domenica 6. Le tre testate riportano la medesima provenienza: ai fini del conteggio delle origini si tratta di una sola, e per giunta anonima all’interno di un’agenzia di stato.

La seconda origine viene dal lato ucraino. Il deputato della Rada Oleksij Goncharenko conferma la sequenza dei due appuntamenti, prima la capitale russa e poi quella ucraina. E il presidente Volodymyr Zelensky, in dichiarazioni riportate da iStories, ha detto che i rappresentanti del presidente statunitense hanno confermato un incontro a Mosca e uno a Kiev.

«Ci aspettiamo che i rappresentanti del presidente americano vengano qui, a Kiev» (trad. dal russo) — Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina

Dal versante russo, il 2 settembre Vladimir Putin aveva definito i due emissari ospiti sempre graditi in Russia — parole riferite dalla stessa fonte, che non traduciamo tra virgolette per non moltiplicare le citazioni dalla medesima origine. A fine agosto Bloomberg aveva scritto che i negoziati erano in stallo: l’annuncio del doppio viaggio è, in questo quadro, la prima indicazione di un movimento.

Che cosa non sappiamo

Non sappiamo se la visita di Witkoff e Kushner sia stata confermata ufficialmente dalla Casa Bianca: negli estratti non compare alcuna comunicazione statunitense. Non sappiamo se e come l’attacco al palazzo della SBU incida sul programma dei due inviati; la rassegna di ТСН accosta le due notizie, ma nessuna fonte disponibile documenta una cancellazione o un rinvio. Non conosciamo l’entità dei danni all’edificio, né un bilancio di feriti: le testate ucraine riferiscono l’incendio e l’intervento dei soccorsi, non un conteggio.

Rimane infine aperta la questione dell’attribuzione. Che il velivolo senza pilota fosse russo è affermato dalle due testate di Kiev; in assenza di una rivendicazione o di una smentita da parte di Mosca negli estratti disponibili, il giornale riporta l’attribuzione come tale e non come dato accertato in modo indipendente.

Il calendario, per ora, è questo: sabato 5 settembre Mosca, domenica 6 Kiev. Sono le due tappe che permetteranno di misurare se lo stallo descritto a fine agosto si sia effettivamente mosso, e in quale direzione.

Fonti citate: Українська правда, ТСН, Novaya Gazeta Europe, BFM.ru e URA.news (tutte e tre su materiale TASS, agenzia di stato russa), iStories.

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