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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Europa · Analisi venerdì 4 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Mosca chiude le sedi del Goethe-Institut in Russia

Lavrov annuncia da Vladivostok la prima misura concreta di ritorsione per la chiusura della Casa russa di Berlino e del consolato generale di Bonn. Le fonti divergono sulle città interessate.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di CJMM su Pixabay

La risposta russa alle decisioni tedesche del 1° settembre ha un primo contenuto operativo: il 3 settembre, a margine del Forum economico orientale di Vladivostok, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha annunciato la chiusura delle sedi del Goethe-Institut in Russia (Meduza, Kyiv Independent). Della fase precedente — le misure allo studio a Bruxelles e le convocazioni di ambasciatori — abbiamo scritto il 2 settembre.

Lavrov ha collegato esplicitamente la decisione alla sorte del centro culturale russo in Germania: «Naturalmente saranno chiuse, dopo che il nostro centro culturale è stato cacciato di lì» (trad. dal russo), ha detto a Vladivostok (Kyiv Post).

Un punto resta incerto e va dichiarato: le fonti disponibili non concordano su quali sedi siano interessate. Alcune indicano Mosca, San Pietroburgo e Novosibirsk, altre Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg (Meduza, Kyiv Independent). L’annuncio non è al momento accompagnato da un elenco ufficiale né da una data di efficacia. Il primo Goethe-Institut in Russia aprì a Mosca nel 1992 (Kyiv Post): la presenza dell’istituto culturale tedesco nel paese è dunque più lunga di trent’anni, ed è la prima volta che viene interrotta per intero in seguito a una decisione di Mosca.

Sul versante tedesco i termini sono più definiti. Il 1° settembre Berlino ha ordinato la chiusura del consolato generale russo di Bonn entro il 18 settembre e ha denunciato l’accordo del 2011 sui centri culturali, passaggio che comporta la chiusura della Casa russa di Berlino (Kyiv Independent, United24 Media). Bonn era l’ultimo consolato generale russo in Germania: il 2 settembre la sede ha comunicato la sospensione dell’accettazione delle pratiche consolari (United24 Media). L’effetto pratico riguarda i cittadini russi residenti nella Renania e nelle regioni servite dalla sede, che dal 18 settembre dovranno rivolgersi altrove.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stato russa TASS, l’ambasciatore Sergej Nechaev sostiene che Berlino abbia escluso il trasferimento del personale consolare di Bonn all’ambasciata nella capitale (TASS). L’affermazione proviene da un’unica origine statale russa e resta al momento una dichiarazione di parte, priva di riscontro indipendente o di conferma del ministero degli Esteri tedesco.

Sullo sfondo resta il drone esplosivo di Lipsia/Halle del 4 agosto, per il quale Mosca respinge ogni responsabilità (Kyiv Independent).

Il conto della giornata è questo: due strumenti culturali chiusi da entrambe le parti, un consolato che ha smesso di accettare pratiche già il 2 settembre, prima del termine del 18 settembre fissato da Berlino, e nessun elenco ufficiale delle sedi tedesche coinvolte in Russia.

Fonti: Meduza; Kyiv Post; Kyiv Independent; United24 Media; TASS (agenzia di stato russa).

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