Hera arriverà a Dimorphos con un mese di anticipo, a novembre
La sonda europea ispezionerà il cratere lasciato dall'impatto di DART nel 2022 e rilascerà due CubeSat. Intanto la NASA anticipa a metà settembre il lancio della missione Crew-13 verso la Stazione spaziale.
La missione Hera dell’Agenzia spaziale europea raggiungerà il sistema binario Didymos-Dimorphos nel novembre 2026, un mese prima rispetto alla tabella di marcia originaria. Il motivo è tecnico e favorevole: le buone prestazioni della sonda hanno consentito di progettare manovre più aggressive, come indicato nelle comunicazioni dell’agenzia riprese da NASASpaceflight e coerenti con il calendario ufficiale ESA degli appuntamenti dell’anno.
Che cosa va a misurare
Nel 2022 la sonda DART della NASA colpì intenzionalmente Dimorphos, il corpo minore del sistema binario, in una prova di deviazione di un asteroide. L’esperimento ha prodotto un cratere e una modifica dell’orbita, ma da Terra si può osservare l’effetto, non la scena.
Hera fa il lavoro complementare: va a guardare da vicino il risultato. Studierà il sistema binario e il cratere prodotto dall’impatto, cioè fornirà i parametri fisici — massa, struttura interna, morfologia del punto colpito — senza i quali un esperimento riuscito resta un caso singolo e non un metodo replicabile. È la differenza fra sapere che una tecnica ha funzionato una volta e sapere perché ha funzionato.
La sonda rilascerà due satelliti in miniatura. Milani è stato sviluppato da un consorzio italo-ceco-finlandese; Juventas dalla danese GomSpace con GMV in Romania. Nel marzo 2025 Hera aveva effettuato un sorvolo di Marte, utile sia a modificare la traiettoria sia a collaudare gli strumenti di bordo prima dell’arrivo a destinazione.
Il traffico verso la Stazione spaziale
Sull’orbita bassa terrestre la variazione di calendario riguarda invece gli equipaggi. Il programma di volo per il 2026 sulla Stazione spaziale internazionale, rivisto dalla NASA insieme alle agenzie partner, sposta la missione NASA/SpaceX Crew-13 dal novembre inizialmente indicato a metà settembre 2026; la partenza avverrà dallo Space Launch Complex 40 a Cape Canaveral. La ragione dichiarata è aumentare la frequenza delle missioni di rotazione degli equipaggi statunitensi verso la Stazione.
Lo stesso documento colloca in autunno il volo di rifornimento SpaceX CRS-35: a bordo, oltre 7.200 libbre di materiale, tra cui i pannelli solari arrotolabili iROSA — l’aggiornamento progressivo del sistema di alimentazione elettrica dell’avamposto orbitale. Le opportunità di lancio della missione cargo senza equipaggio Boeing Starliner-1 restano invece in revisione, per questioni tecniche emerse durante il Crew Flight Test del 2024.
La notizia sul piano di volo proviene al momento da un’unica origine, l’aggiornamento pubblicato dalla NASA; nessuna conferma indipendente è disponibile. Si tratta però della fonte primaria istituzionale della decisione.
Che cosa non sappiamo
Su Hera non conosciamo la data precisa dell’arrivo a novembre né il calendario di rilascio dei due CubeSat. Non sappiamo quanto durerà la campagna di osservazione ravvicinata né quali strumenti verranno attivati per primi.
Non conosciamo le dimensioni del cratere prodotto da DART: è esattamente ciò che la missione va a misurare, e qualsiasi cifra circolante prima dell’arrivo sarebbe una stima da Terra, non un rilievo.
Sul fronte della Stazione, non è indicata la data esatta del lancio di Crew-13 all’interno di metà settembre, né la composizione dell’equipaggio. Non sappiamo quali questioni tecniche del Crew Flight Test 2024 restino aperte per Starliner-1, né se sia stata fissata una nuova finestra.
Il primo appuntamento verificabile è quindi il lancio di Crew-13 da Cape Canaveral, previsto a metà settembre 2026.
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