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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Economia e Mercati · Analisi domenica 6 settembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il greggio resta alto: 90,22 dollari a New York il 1° settembre, Brent a 95,16 il 4

Le quotazioni incorporano un premio di rischio legato allo Stretto di Hormuz, dove nei giorni scorsi si sono ripresi gli scambi di colpi fra Stati Uniti e Iran. Due mercati distinti, due prezzi che non vanno confusi.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Ismail SAIDI su Pexels

Il 1° settembre il petrolio ha chiuso a New York in rialzo del 5,20%, a 90,22 dollari al barile, riferisce l’ANSA sui dati di chiusura del mercato statunitense. Tre sedute dopo, il 4 settembre, il Brent risultava in lieve ribasso dello 0,38%, a 95,16 dollari al barile, secondo la scheda di mercato del Sole 24 Ore alimentata dai dati ICE.

Una precisazione prima di tutto il resto: si tratta di due quotazioni diverse, riferite a mercati e giorni diversi. Il divario fra le due cifre non misura un rialzo di cinque dollari in tre giorni, e nel materiale disponibile non c’è la serie che consentirebbe di calcolarlo. Ciò che le due rilevazioni dicono insieme, e in modo concorde, è che il greggio si muove sopra la soglia dei 90 dollari e che le oscillazioni giornaliere sono ampie.

Che cosa c’è dentro il prezzo

La causa indicata dalle fonti è la tensione fra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz, che si è riflessa rapidamente sui mercati con rialzi delle quotazioni dopo la ripresa degli scambi di colpi. Il Comando centrale statunitense ha dichiarato di aver colpito due rampe di lancio missilistiche sull’isola iraniana di Lark, sostenendo che si preparassero a posare mine navali nello Stretto, e ha definito l’operazione limitata e precisa contro forze che rappresentavano una minaccia imminente per la navigazione; il resoconto è pubblicato dall’agenzia siriana SANA sulla base di una ripresa Reuters.

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno riferito morti e feriti fra i propri effettivi, e il governatore dell’isola di Qeshm ha parlato di due vittime. L’Iran ha risposto lanciando missili balistici verso postazioni statunitensi in Giordania; il ministero della Difesa degli Emirati ha annunciato l’intercettazione di un drone proveniente dall’Iran. La Casa Bianca ha dichiarato che tutte le opzioni restano sul tavolo del presidente Trump, come riportato da Sinai News sui comunicati delle due parti.

Perché il premio di rischio non è il danno

Un prezzo alto non equivale, di per sé, a una interruzione delle forniture. Il premio di rischio è il costo che il mercato attribuisce alla probabilità che qualcosa accada: nel caso di Hormuz, la possibilità che il transito venga ostacolato. L’analisi su fonti aperte del Centro europeo per gli studi sull’antiterrorismo e l’intelligence registra operazioni statunitensi di sminamento e di scorta alle navi: il traffico, in altri termini, prosegue sotto protezione.

La distinzione conta perché separa due grandezze che spesso vengono confuse nel racconto: i barili effettivamente transitati, che non conosciamo per queste giornate, e il prezzo pagato per assicurare che transitino, che invece si osserva ogni giorno sui listini.

Che cosa non sappiamo

Non abbiamo i volumi di greggio passati dallo Stretto nelle sedute in questione, né dati sui costi assicurativi dei noli, che di norma sono il primo canale attraverso cui una tensione militare diventa prezzo al consumo. Non conosciamo le scorte strategiche movimentate, né la posizione dei paesi produttori sulle quote di produzione. Non risulta, nel materiale disponibile, alcuna proiezione ufficiale sui prezzi delle prossime settimane.

Ciò che è verificabile a breve è invece la sequenza delle chiusure giornaliere, seduta per seduta, sulle stesse due piazze citate qui: l’ultimo valore accertabile al momento della pubblicazione è il Brent a 95,16 dollari del 4 settembre, in ribasso dello 0,38%.

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