Il lanciatore Spectrum raggiunge l'orbita da Andøya, la NASA rinvia la missione Crew-13
Il razzo della tedesca Isar Aerospace è decollato dal porto spaziale norvegese alle 22:12 del 5 settembre. Negli Stati Uniti, una perdita di ossidante nel sistema propulsivo della Dragon ha fermato la preparazione del volo verso la Stazione spaziale.
Due notizie spaziali nella stessa giornata, con esiti opposti: un accesso allo spazio che riesce dall’Europa settentrionale e uno che si ferma a terra negli Stati Uniti.
Andøya, decollo alle 22:12
Il lanciatore Spectrum, sviluppato dalla società tedesca Isar Aerospace, è decollato dal porto spaziale di Andøya, in Norvegia, alle 22:12 del 5 settembre 2026. L’orario è quello indicato dal governo norvegese. L’emittente pubblica tedesca Tagesschau, che ha seguito la diretta e riporta la comunicazione dell’azienda, riferisce che il veicolo ha raggiunto l’orbita nel corso di un volo di prova.
Fra i satelliti a bordo figurava FramSat-1, sviluppato dall’organizzazione studentesca Orbit NTNU insieme a imprese norvegesi. È un dettaglio che dice molto sulla natura di questi voli: il carico di una missione dimostrativa serve anzitutto a validare il vettore, e viene spesso composto con satelliti universitari e piccoli dimostratori industriali.
La distinzione da tenere ferma è fra «volo di prova» e «servizio operativo». Un volo di prova che raggiunge l’orbita dimostra che il sistema funziona una volta; la cadenza, l’affidabilità ripetuta e la capacità di carico utile commerciale sono grandezze che si misurano sui lanci successivi, e nel materiale disponibile non compaiono.
Il rinvio di Crew-13
Sull’altro fronte, NASA e SpaceX hanno annunciato il rinvio della missione Crew-13 verso la Stazione spaziale internazionale dopo aver individuato una perdita di ossidante nel sistema propulsivo della capsula Dragon. Il problema è emerso durante le operazioni di preparazione al lancio e gli ingegneri lo stanno analizzando; l’annuncio risale al 1° settembre 2026.
Il contesto della missione è nei documenti ufficiali dell’agenzia: il piano di volo aggiornato diffuso a maggio 2026 collocava Crew-13 in anticipo rispetto alla data iniziale di novembre 2026, con partenza dallo Space Launch Complex 40. A bordo della Stazione, intanto, resta l’equipaggio di Crew-12 — Jessica Meir, Jack Hathaway, Sophie Adenot e Andrey Fedyaev — agganciato dal 14 febbraio 2026, come risulta dal blog ufficiale della Stazione spaziale.
Il rinvio di un volo con equipaggio non è di per sé un incidente: è il funzionamento della procedura, che ferma la sequenza quando un’anomalia compare a terra. Le conseguenze pratiche riguardano però la rotazione degli equipaggi, perché la permanenza in orbita di chi è già a bordo si allunga in proporzione al ritardo.
Che cosa non sappiamo
Sul volo norvegese non conosciamo l’orbita raggiunta, il numero complessivo dei satelliti a bordo né il loro stato dopo il rilascio. Non sappiamo quando sia previsto il volo successivo di Spectrum.
Su Crew-13 non è nota una nuova data di lancio, né l’entità della perdita rilevata, né se il sistema propulsivo sarà riparato o sostituito. Non conosciamo la composizione dell’equipaggio assegnato alla missione: nel materiale disponibile compaiono soltanto i nomi dell’equipaggio di Crew-12, già in orbita.
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