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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Economia e Mercati · Analisi lunedì 7 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il greggio sopra i 92 dollari e il decennale americano al 4,818%

Sviluppo rispetto al mattino: nell'edizione delle 6:30 registravamo un petrolio in arretramento sotto i 90 dollari. I dati di chiusura settimanale e del 6 settembre mostrano il movimento opposto, e i rendimenti americani salgono ai massimi da fine 2023.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Nothing Ahead su Pexels

Stamattina questo giornale apriva la pagina dei mercati con un greggio in arretramento e un costo del denaro in salita. Il primo dei due movimenti si è capovolto: il 6 settembre 2026 il greggio ha toccato 92,06 dollari il barile, in rialzo dello 0,63% rispetto alla seduta precedente, secondo la rilevazione di Trading Economics sui contratti differenziali.

Il movimento non è di giornata. Nell’ultimo mese il prezzo è salito del 17,75%, e nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente del 47,86%. La settimana si è chiusa attorno ai 91 dollari con un guadagno di quasi il 9%: la migliore settimana da metà luglio.

IndicatoreValoreVariazione
Greggio, 6 settembre92,06 dollari/barile+0,63% sul giorno precedente
Greggio, ultimo mese+17,75%
Greggio, anno su anno+47,86%
Treasury decennale4,818%massimo da novembre 2023
S&P 500, 2 settembre7.666,60+0,46%
Nasdaq, 2 settembre26.217,83+0,45%
Dow Jones, 2 settembre53.061,95+0,56%

Da dove arriva la spinta

Il fattore indicato dalle rilevazioni è il rischio sulle forniture. Il Brent è avanzato dello 0,6% dopo che l’Iran ha dichiarato di aver colpito petroliere nello Stretto di Hormuz, riporta Bloomberg: secondo la dichiarazione iraniana gli obiettivi sono state tre petroliere che usavano una rotta non autorizzata e diverse navi collegate agli Stati Uniti, presentate come rappresaglia per attacchi americani contro navi iraniane. Nei giorni precedenti l’esercito del Kuwait aveva comunicato di aver contrastato missili e droni provenienti dall’Iran, riferisce CNBC.

Va tenuta ferma la distinzione: quelle sulle petroliere sono dichiarazioni di parte, riportate come tali; il prezzo del barile, invece, è un dato rilevato. Il mercato reagisce all’annuncio prima e indipendentemente da qualunque accertamento.

Sul lato dell’offerta, un numero utile per la scala: le esportazioni irachene di greggio sono state in media di 2,35 milioni di barili al giorno in agosto, in prevalenza attraverso rotte meridionali.

Il costo del denaro

Il rendimento del Treasury decennale statunitense ha toccato il 4,818%, livello non visto da novembre 2023, secondo CNBC. Le borse americane erano state pressate nelle sedute precedenti proprio dai rendimenti elevati e dal timore che i prezzi del petrolio si trasferiscano sull’inflazione.

Il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ha attribuito il rialzo dei rendimenti alla forza dell’economia e non a un malfunzionamento dei mercati. Sulla possibilità di un intervento sui tassi non si è impegnato: «Dobbiamo aspettare e vedere» (trad. dall’inglese).

Il bilancio dei sette giorni, nella lettura di T. Rowe Price, è divergente fra i listini statunitensi: meno 0,27% per il Dow Jones, più 0,40% per il Nasdaq. Restano invece quasi fermi tre indici, l’S&P 500, il Russell 2000 e l’S&P MidCap 400. Il settore energia è stato il migliore dell’S&P 500.

Che cosa non sappiamo

Non sappiamo se le dichiarazioni iraniane corrispondano ad attacchi verificati da terzi, e non abbiamo nel materiale odierno riscontri indipendenti sulle navi indicate. Non sappiamo quanto della salita del barile sia premio per il rischio e quanto risponda a variazioni effettive dei volumi in transito. Non conosciamo la posizione formale della Federal Reserve per la riunione di settembre: quella di Williams è una dichiarazione individuale.

I numeri di riferimento restano tre: 92,06 dollari il barile il 6 settembre, un guadagno settimanale di quasi il 9% e un decennale americano al 4,818%.

Fonti: Trading Economics; Bloomberg; CNBC; CNBC; T. Rowe Price.

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