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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Tech & AI · Analisi lunedì 7 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

BepiColombo ha lasciato il modulo di propulsione: cominciata la manovra d'arrivo a Mercurio

Storia che il mattino non ha raccontato. La sonda europea e giapponese ha separato il 3 settembre il modulo che l'ha portata fin qui; l'inserimento in orbita attorno a Mercurio è atteso entro la fine dell'anno.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Zelch Csaba su Pexels

La missione BepiColombo, condotta insieme dall’Agenzia spaziale europea e dall’agenzia giapponese JAXA, ha avviato il 3 settembre 2026 le operazioni di arrivo a Mercurio. Il primo passo è stato la separazione del modulo di propulsione dal resto della sonda.

È una manovra che chiude una fase e ne apre un’altra. Il modulo di propulsione è la parte che ha portato il complesso fino alle vicinanze del pianeta; una volta esaurito il suo compito viene abbandonato, e ciò che resta è il carico utile scientifico, che deve essere catturato dalla gravità di Mercurio.

Che cosa succede adesso

L’ingresso in orbita attorno al pianeta è previsto entro la fine del 2026; le ricostruzioni di settore indicano come data il 6 novembre. Dopo l’inserimento, la missione si dividerà in due veicoli distinti: il Mercury Planetary Orbiter dell’ESA e il Mercury Magnetospheric Orbiter — indicato con il nome Mio — della JAXA.

I due orbiter hanno compiti diversi e complementari. Il primo è dedicato alla superficie e all’interno del pianeta; il secondo al campo magnetico. È un’architettura che risponde a una difficoltà fisica: osservare la crosta e osservare la magnetosfera richiedono orbite e strumenti diversi, e un solo veicolo non può fare bene entrambe le cose.

Sulla qualità delle fonti

Su questo pezzo dobbiamo essere espliciti riguardo al materiale che abbiamo. Le due fonti disponibili sono una cronologia dei voli spaziali del 2026, che compila gli aggiornamenti delle due agenzie, e un calendario delle missioni scientifiche pubblicato da NASASpaceflight. Nessuna delle due è un comunicato ufficiale dell’ESA o della JAXA in forma primaria.

Questo significa che riportiamo la sequenza — separazione del modulo il 3 settembre, inserimento entro fine anno, successiva divisione nei due orbiter — con il grado di certezza che le fonti disponibili consentono, e non con quello di un documento d’agenzia. Se dovessero emergere date diverse in una comunicazione ufficiale, lo scriveremo.

Vale la regola che questo giornale applica ai comunicati aziendali e che estende ai calendari di settore: un annuncio programmatico descrive un’intenzione, non un risultato. La separazione del modulo è avvenuta; l’inserimento in orbita è previsto.

Che cosa non sappiamo

Non conosciamo l’esito tecnico dettagliato della separazione: sappiamo che le operazioni di arrivo sono iniziate con quella manovra, non quali parametri siano stati registrati. Non abbiamo la sequenza delle manovre intermedie fra il 3 settembre e l’inserimento.

Non sappiamo se la data del 6 novembre sia confermata dalle agenzie o sia un’indicazione di calendario: nel materiale disponibile compare come data indicata nelle ricostruzioni di settore, e la riportiamo con questa qualificazione.

Non abbiamo, infine, il programma scientifico dei due orbiter dopo l’ingresso in orbita, né la durata prevista delle rispettive fasi operative.

Il fatto accertabile è la data del 3 settembre 2026 e la manovra che l’ha segnata: da quel momento BepiColombo procede senza il modulo che l’ha spinta fin lì, e la prossima verifica pubblica della missione sarà l’inserimento in orbita attorno a Mercurio, atteso entro la fine dell’anno.

Fonti: 2026 in spaceflight — Wikipedia (compilazione da aggiornamenti ESA/JAXA); NASASpaceflight.

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