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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Europa · Analisi mercoledì 9 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Appalti pubblici, la Commissione propone un regolamento unico con preferenza europea

Storia nuova rispetto al mattino: pubblicata oggi la proposta COM(2026) 590, che sostituisce le tre direttive del 2014 su appalti e concessioni e introduce strumenti per limitare operatori e prodotti di paesi terzi. La Commissione stima 650 milioni l'anno di risparmi amministrativi.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di ΘSWΛLD su Pexels

La Commissione europea ha pubblicato il 9 settembre 2026 la proposta legislativa COM(2026) 590, denominata Public Procurement Act (Commissione europea, DG GROW). Il testo abroga tre direttive del 2014: la 2014/23/UE sulle concessioni, la 2014/24/UE sugli appalti pubblici e la 2014/25/UE sui settori speciali.

Il cambio di strumento giuridico è la parte che si nota meno e pesa di più: tre direttive vengono sostituite da un regolamento unico (ANSA). Gli estratti disponibili non descrivono gli effetti di questo passaggio sugli ordinamenti nazionali, e su questo punto il pezzo non va oltre quanto risulta dalla proposta.

Che cosa contiene

Secondo la ricostruzione dell’ANSA, il regolamento unico introduce una piattaforma digitale europea per le procedure e allarga lo spazio della negoziazione fra amministrazione e operatori (ANSA).

La Commissione stima risparmi amministrativi di circa 650 milioni di euro l’anno, su un mercato che vale il 15 per cento del prodotto interno lordo dell’Unione, secondo le cifre riportate dalla stessa agenzia. Sono stime dell’istituzione che propone l’atto, dunque una valutazione di parte in favore della propria iniziativa: nessuna verifica indipendente compare negli estratti disponibili.

Il punto politico: la preferenza europea

L’elemento destinato a produrre più attrito è il quadro di preferenza europea. Secondo l’ANSA, consente di limitare l’accesso alle gare a operatori e prodotti di paesi terzi in tre casi: ragioni di sicurezza economica, dipendenze strategiche, mancata reciprocità nell’apertura dei mercati.

Detto in termini pratici: la spesa pubblica europea diventa uno strumento di politica commerciale. È lo stesso terreno su cui si muovono, dall’altra parte dell’Atlantico, le misure di cui abbiamo scritto nell’apertura di stamattina sui dazi fra Stati Uniti e Canada — con la differenza che qui non si tassa l’importazione, si seleziona chi può concorrere a una commessa pubblica.

Un secondo atto, molto più stretto

Nella stessa giornata la Commissione ha adottato il regolamento di esecuzione (UE) 2026/1975, datato 8 settembre 2026, che autorizza una deroga per l’uso di gas fluorurati a effetto serra in determinate apparecchiature impiegate nell’essiccazione dell’aria compressa. La base giuridica è l’articolo 11, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2024/573 del 7 febbraio 2024 (Certifico). La notizia proviene al momento da un’unica origine — la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ripresa da Certifico — e non risultano riprese indipendenti: essendo un atto pubblicato, la fonte è primaria.

Che cosa non sappiamo

Non conosciamo il calendario dell’iter: gli estratti non indicano date di esame né la posizione dei governi. Non sappiamo come il testo definisca «dipendenza strategica» né quali soglie di valore attivino il meccanismo di preferenza: l’articolato non compare negli estratti disponibili, dove figurano la scheda della proposta e la sintesi giornalistica.

Non sappiamo, infine, come il regolamento si coordinerebbe con le normative nazionali già in vigore. Il numero da tenere è quello del perimetro: il 15 per cento del prodotto interno lordo dell’Unione è la quota di economia che la proposta intende disciplinare con un’unica norma europea.

Fonti: Commissione europea (DG GROW), ANSA, Certifico su Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

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