Droni russi sulla Moldova: ritardata la partenza dell'aereo di Zelensky da Chisinau
Il premier norvegese Støre riferisce a NRK di un drone vicino all'aereo presidenziale ucraino in decollo. Chisinau conferma il ritardo per minaccia di droni, la polizia moldava segnala un velivolo caduto ed esploso nel distretto di Rîșcani.
Questa è una storia che l’edizione del mattino non ha raccontato, e nasce a margine di una che invece aveva raccontato: i funerali di Stato di re Harald V di Norvegia, a Oslo. Volodymyr Zelensky era in viaggio verso la capitale norvegese per la cerimonia dedicata al sovrano, morto il 28 agosto. La partenza dalla Moldova è però diventata un episodio a sé.
Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha dichiarato il 9 settembre all’emittente pubblica NRK che l’aereo del presidente ucraino ha rischiato la collisione con un drone durante il decollo dal territorio moldavo. La dichiarazione è stata ripresa da più testate, fra cui Lenta.ru e Tengrinews, quest’ultima attraverso la ripresa di DW. Non citiamo la frase testuale: circola in traduzione russa dell’originale norvegese, e una traduzione di traduzione non è materiale da virgolettare.
Ciò che conferma Chisinau, e ciò che non conferma
Un portavoce del governo moldavo ha confermato a Reuters che la partenza dell’aereo presidenziale è stata ritardata a causa della minaccia di droni (Liga.net). Il ritardo, quindi, è un fatto ammesso dall’autorità competente. Il quasi-impatto in fase di decollo, invece, è per ora la ricostruzione di un capo di governo terzo, riferita a un’emittente.
La distinzione non è accademica, perché la differenza fra le due versioni è ampia: da una parte un volo tenuto a terra per precauzione, dall’altra un velivolo presidenziale sfiorato in aria. Fonti russe rilanciano peraltro una smentita attribuita a Chisinau su un tentativo di abbattere l’aereo con un drone (Rambler/novosti): anche questa la riportiamo come dichiarazione riportata, non come accertamento.
I droni sul territorio moldavo
Su questo il quadro è più solido. Secondo funzionari moldavi due droni russi sono entrati nello spazio aereo del paese: uno è precipitato in un campo nel nord, provocando un incendio; l’altro ha proseguito la traiettoria verso la Romania (NewsMaker).
La polizia moldava ha comunicato il 9 settembre il ritrovamento di un drone caduto nel distretto di Rîșcani: è esploso all’impatto e conteneva elementi di frammentazione. Non sono stati segnalati feriti. Il dettaglio dei frammenti è quello che distingue un velivolo da ricognizione da un ordigno, e viene dalla polizia stessa, cioè da un soggetto che ha esaminato il relitto.
Il ministero degli Esteri di Chisinau è andato oltre l’episodio aereo: ha accusato la Russia di un attacco deliberato al posto di frontiera di Tudora-Starokazacie e di aver giustificato il colpo con affermazioni false su trasporti di armi. È un’accusa formale di un governo, e come tale la riportiamo, attribuita.
Che cosa non sappiamo
Non abbiamo, nel materiale disponibile, alcuna versione russa dei fatti né una ricostruzione tecnica indipendente delle traiettorie. Non sappiamo se il drone caduto a Rîșcani sia lo stesso avvistato in prossimità dell’aeroporto, né a che distanza sia transitato dall’aereo presidenziale: la parola «quasi» in bocca a Støre non è una misura.
Il fatto verificabile e conseguente resta il terzo: un velivolo entrato dallo spazio aereo moldavo e uscito verso la Romania, cioè verso il territorio di uno Stato membro dell’Unione europea e dell’Alleanza atlantica. È l’elemento su cui, nelle prossime ore, si misureranno le reazioni istituzionali.
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