Il greggio sopra i cento dollari, l'EIA vede scorte in calo fino a fine anno
Il Brent viaggia tra 104 e 105 dollari al barile e il gasolio americano è ai massimi da oltre cinque mesi. Lo Short-Term Energy Outlook dell'agenzia statunitense fissa a 91 dollari la media di agosto e prevede 74 dollari nel 2027.
Il mercato del petrolio ha rotto una soglia psicologica e ne ha subito aggiunta un’altra. Il 9 settembre 2026 il Brent ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio; il giorno successivo i contratti a termine sul riferimento internazionale salivano del 2,78% a 104,41 dollari secondo i dati riportati da Forbes Advisor, mentre alle 8 del mattino ora di New York la rilevazione di Fortune indicava 105,20 dollari, 3,15 in più rispetto al giorno prima e circa 37,30 dollari sopra il livello di un anno fa.
Nello stesso movimento i contratti a termine sul gasolio statunitense hanno toccato il livello più alto da oltre cinque mesi: è il segmento che si trasmette più rapidamente ai costi di trasporto e quindi ai prezzi finali.
| Riferimento | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Brent, 10 settembre (+2,78%) | 104,41 dollari | Forbes Advisor |
| Brent, ore 8 di New York del 10 settembre | 105,20 dollari | Fortune |
| Media globale del greggio, agosto 2026 | 91 dollari | EIA |
| Previsione Brent, secondo semestre 2026 | circa 90 dollari | EIA |
| Previsione Brent, media 2027 | 74 dollari | EIA |
La scala dell’anno. Un prezzo isolato dice poco: negli ultimi dodici mesi il Brent si è mosso tra un minimo intraday di 54,97 dollari, toccato il 17 dicembre 2025, e un massimo di 119,47 dollari, registrato il 9 marzo 2026. I livelli attuali stanno quindi nella parte alta della fascia, ma non al suo estremo.
Fra i fattori indicati dagli operatori nelle rilevazioni di Trading Economics e nel servizio prezzi di Energy Intelligence ci sono l’escalation fra Stati Uniti e Iran, il calo di 0,3 milioni di barili delle scorte americane e l’attacco di droni ucraini alle infrastrutture di Novorossijsk. Tre voci diverse — geopolitica, inventari, infrastrutture — che spingono nella stessa direzione.
La lettura dell’agenzia americana. Lo Short-Term Energy Outlook dell’Energy Information Administration fissa a 91 dollari al barile la media globale dei prezzi del greggio in agosto 2026, 7 dollari in più rispetto a luglio. La spiegazione indicata dall’agenzia è il calo delle scorte petrolifere globali, che secondo la sua previsione continueranno a scendere fino a fine 2026. Per il prezzo spot del Brent l’EIA stima circa 90 dollari nella seconda metà del 2026 e 74 dollari in media nel 2027: la curva prevista, quindi, scende — ma parte da un livello che i prezzi correnti hanno già superato.
C’è poi un indicatore che riguarda direttamente i distillati, cioè gasolio e prodotti affini: l’agenzia prevede che le scorte statunitensi scendano sotto i 100 milioni di barili in settembre e restino al di sotto del minimo quinquennale 2021-2025 per gran parte del 2027. È la tensione su questo segmento, più che sul greggio, a spiegare perché i contratti sul gasolio corrano più in fretta del barile.
Che cosa non sappiamo. Le previsioni dell’EIA sono scenari costruiti su ipotesi di offerta e domanda che il documento stesso rivede mese per mese: non sono impegni e non incorporano gli sviluppi delle ultime ore nel Golfo. Il materiale disponibile non contiene una scomposizione del rialzo fra premio geopolitico e fondamentali, né dati sull’effetto già visibile sui prezzi al consumo europei. Questo giornale non formula raccomandazioni: riporta le stime, con il nome di chi le firma.
Il calendario fornisce il prossimo riscontro verificabile: le stime di agosto dell’EIA saranno confrontabili con la rilevazione del mese successivo, mentre il valore del Brent è osservabile ogni giorno.
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