Arbovirosi, l'ISS registra 265 casi di dengue e un focolaio di venti nel Livornese
La sorveglianza nazionale dell'Istituto superiore di sanità conta al 8 settembre 265 casi confermati di dengue, di cui 24 autoctoni e nessun decesso. Il bollettino sul West Nile, aggiornato al 2 settembre, registra 521 casi confermati nell'uomo.
Il sistema di sorveglianza nazionale delle arbovirosi, coordinato dall’Istituto superiore di sanità insieme al Ministero della Salute, pubblica due serie distinte e con date di chiusura diverse. Leggerle insieme richiede attenzione, perché non fotografano lo stesso giorno.
Dengue: 265 casi, 24 autoctoni. Dal 1° gennaio all’8 settembre 2026 la sorveglianza ha registrato 265 casi confermati di dengue, 24 dei quali autoctoni, senza decessi. Il 56% dei casi importati ha come luogo di esposizione le Maldive. Sono stati identificati due episodi di trasmissione locale: il maggiore è un focolaio di 20 casi confermati e sintomatici con esposizione in provincia di Livorno, sul quale risultano in corso indagini epidemiologiche e attività di disinfestazione. I dati sono ripresi da Saluteh24 e da LivornoToday sulla base della nota e dei bollettini dell’Istituto, consultabili nella pagina dei bollettini arbovirosi di EpiCentro.
Il confronto con la rilevazione precedente indica la velocità del movimento: al 30 agosto i casi confermati di dengue erano 227 e gli autoctoni soltanto 3 — due in Puglia e uno in Toscana. In poco più di una settimana la voce «autoctoni» passa quindi da 3 a 24, e il salto è quasi interamente spiegato dal focolaio del Livornese. Nello stesso periodo la pubblicazione dell’aggiornamento sulla dengue è diventata settimanale: un cambio di cadenza che di per sé aumenta il numero di rilevazioni, e che va tenuto presente quando si confrontano due bollettini.
Le altre due arbovirosi monitorate nello stesso quadro: 25 casi confermati di chikungunya, di cui uno autoctono, e 3 casi di virus Zika, tutti associati a viaggi all’estero.
West Nile: 521 casi confermati, 269 neuroinvasivi. Il sesto bollettino settimanale dell’ISS, aggiornato al 2 settembre 2026, registra 521 casi confermati di infezione da West Nile virus nell’uomo, contro i 432 del report precedente. La forma neuroinvasiva riguarda 269 persone, ed è all’interno di questo sottoinsieme che il bollettino colloca quattro contagi importati, con esposizione indicata in Maldive, Francia, Belgio e Grecia. Le restanti voci del conteggio si distribuiscono così: 70 positività senza sintomi emerse dai controlli sui donatori di sangue; 179 persone con forma febbrile, una delle quali con esposizione in Burkina Faso; 2 casi con sintomatologia di altro tipo e un ulteriore caso senza sintomi. La sintesi è ripresa dall’agenzia Italpress su bollettino ISS (Benessere Magazine).
Come vanno letti questi numeri. Sono conteggi di sorveglianza, non stime di prevalenza: registrano i casi confermati che arrivano al sistema, quindi dipendono da quanti test vengono fatti e da quanto rapidamente i laboratori trasmettono i risultati. La distinzione fra caso importato e caso autoctono è la più informativa dal punto di vista di sanità pubblica, perché solo la seconda categoria segnala una trasmissione avvenuta sul territorio nazionale. La rilevazione dei casi asintomatici tra i donatori di sangue, infine, non misura la diffusione nella popolazione generale: intercetta un gruppo specifico e già sottoposto a controllo.
Che cosa non sappiamo. Le due serie hanno date di chiusura diverse — 8 settembre per la dengue, 2 settembre per il West Nile — e non sono quindi direttamente confrontabili fra loro. Il materiale disponibile non contiene la distribuzione regionale completa dei casi di West Nile, né l’esito delle indagini epidemiologiche in provincia di Livorno, né informazioni sulla stagionalità attesa nelle settimane successive. Questo giornale riporta i dati e le attività dichiarate dalle autorità sanitarie e non formula alcuna indicazione di comportamento.
Il prossimo riscontro verificabile è il bollettino successivo pubblicato da EpiCentro, che aggiornerà entrambe le serie con la cadenza settimanale ora adottata per la dengue.
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