La Bce alza i tassi di 25 punti base e rivede al rialzo l'inflazione attesa
Il tasso sui depositi sale al 2,50% e Francoforte porta le stime di inflazione al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Intanto l'istituto statistico francese prevede per il 2026 una crescita dello 0,4%.
La Banca centrale europea ha aumentato di 25 punti base i tre tassi di riferimento, portando il tasso sui depositi al 2,50%. La decisione è riferita da tre ricostruzioni distinte: TradingFacile, Forbes Italia e Money.it, che si basano sulla decisione, sulla conferenza stampa e sui dati di mercato.
Il movimento sul costo del denaro è il fatto minore. Il fatto maggiore sta nelle proiezioni: Francoforte ha alzato le stime di inflazione complessiva al 2,5% per il 2027 e al 2,1% per il 2028. La componente di fondo, quella che esclude le voci più volatili, sale rispettivamente al 2,6% e al 2,3%. Significa che la banca centrale non si attende un rientro rapido: nel 2028 la misura di fondo resta sopra il livello che l’istituzione considera coerente con la stabilità dei prezzi.
Sul lato reale dell’economia le previsioni di crescita del prodotto interno lordo dell’area euro sono state fissate allo 0,9% per il 2026 e all’1,4% per il 2027.
Il numero che spiega la mossa è quello di agosto: nell’area euro l’indice dei prezzi al consumo è salito del 3,3% su base annua, contro il 2,9% di luglio. È un’accelerazione di quattro decimi in un mese, in una fase in cui la banca centrale sta contemporaneamente alzando i tassi e ammettendo che il ritorno all’obiettivo richiederà più tempo del previsto.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Tasso sui depositi | 2,50% |
| Prezzi al consumo area euro, agosto | +3,3% annuo (luglio: +2,9%) |
| Inflazione attesa 2027 / 2028 | 2,5% / 2,1% |
| Inflazione di fondo attesa 2027 / 2028 | 2,6% / 2,3% |
| Crescita attesa 2026 / 2027 | 0,9% / 1,4% |
La Francia dentro quella media
La media dell’area euro, come sempre, nasconde distanze. Secondo la previsione congiunturale dell’Insee pubblicata il 10 settembre e riportata da Nachrichten.fr, l’economia francese crescerà quest’anno solo dello 0,4%. Su questa parte la notizia proviene al momento da un’unica origine (la previsione dell’Insee ripresa da Nachrichten.fr, via Franceinfo); nessuna conferma indipendente disponibile.
Il dettaglio trimestrale spiega il totale: il prodotto interno lordo francese è calato dello 0,2% nel trimestre invernale ed è rimasto fermo in primavera; l’istituto stima poi +0,1% nel terzo trimestre e +0,2% nel quarto. Per Germania, Spagna e Regno Unito è attesa nella media dell’anno una crescita circa tripla rispetto a quella francese.
Nel Consiglio dei ministri del 10 settembre il governo francese ha indicato nel finanziamento di lungo periodo della previdenza sociale il compito centrale di riforma, citando pensioni e sanità. Nella stessa sede è stato messo sul tavolo un ordine di grandezza: due punti di imposta sul valore aggiunto corrisponderebbero all’incirca al gettito necessario per aumentare del 2% i salari netti, ma peserebbero subito sui prezzi al consumo. È esattamente il tipo di scambio che una banca centrale in fase di rialzo osserva con attenzione.
Che cosa non sappiamo
Il dossier non contiene la data della riunione né il numero dei membri del consiglio direttivo favorevoli alla decisione, non riporta indicazioni della Bce sulle mosse successive, e non contiene il valore aggiornato degli altri due tassi di riferimento oltre a quello sui depositi. Sul versante francese non sono disponibili il testo della previsione dell’Insee né le reazioni dell’opposizione alle ipotesi discusse in Consiglio dei ministri.
Il punto verificabile resta questo: la banca centrale alza il costo del denaro mentre alza anche l’inflazione attesa per i due anni successivi, e uno dei quattro maggiori paesi dell’Unione entra in quella fase con una crescita annua stimata allo 0,4%.
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