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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Tech & AI · Analisi sabato 12 settembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La California vieta la riproduzione automatica per gli utenti sotto i 16 anni

Il governatore Gavin Newsom ha firmato il 10 settembre più di dieci provvedimenti sulla sicurezza online dei minorenni: valutazioni del rischio per gli assistenti conversazionali e divieto di alcune funzioni che prolungano l'uso.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Brett Sayles su Pexels

Il 10 settembre 2026 il governatore della California Gavin Newsom ha firmato un pacchetto di leggi sulla sicurezza online dei più giovani. Secondo il Los Angeles Times i provvedimenti sono più di dieci; l’elenco delle misure è pubblicato anche nel comunicato dell’ufficio del governatore.

Due norme concentrano il significato dell’intervento, e riguardano due tecnologie diverse.

La prima è la SB 1119, che si applica agli operatori di chatbot di compagnia — i sistemi conversazionali progettati per intrattenere una relazione continuativa con l’utente. La legge impone loro valutazioni del rischio e, in determinati casi, notifiche ai genitori in presenza di minacce di autolesionismo. È un obbligo di processo e di segnalazione: non stabilisce che cosa il sistema debba rispondere, ma impone a chi lo gestisce di misurare in anticipo i pericoli e di avvisare quando ne rileva uno specifico.

La seconda è la AB 1709, che vieta a determinate piattaforme alcune funzioni definite addictive per gli utenti sotto i 16 anni: fra queste la riproduzione automatica dei contenuti e i flussi di contenuti raccomandati dagli algoritmi. Qui l’intervento non riguarda che cosa si pubblica, ma il modo in cui il contenuto viene servito — la struttura che decide quando un video finisce e il successivo comincia senza che l’utente scelga.

Il divieto non colpisce i contenuti, ma i meccanismi che ne prolungano il consumo.

Il comunicato del governo californiano elenca fra le misure anche audit indipendenti di sicurezza infantile e valutazioni annuali del rischio per i chatbot di compagnia: due strumenti di verifica ricorrente, non una singola autorizzazione preventiva.

Perché conta oltre la California

La giurisdizione è statale, ma la platea di aziende che vi hanno sede o vi operano rende queste norme un punto di riferimento per il settore. Quando una regola impone modifiche all’architettura di un servizio — disattivare la riproduzione automatica per una fascia d’età, introdurre valutazioni del rischio periodiche — l’adeguamento tecnico raramente si limita al territorio che lo impone, perché duplicare l’infrastruttura costa più che applicare ovunque lo standard più severo.

Va però registrato con precisione il perimetro di ciò che sappiamo: entrambe le fonti descrivono la firma e l’elenco dei provvedimenti, una delle due è l’ufficio del governatore, cioè la parte che ha promosso e presentato il pacchetto. Il titolo del comunicato ufficiale contiene una valutazione comparativa sul rigore delle norme: è la posizione dell’amministrazione, non un fatto accertato da terzi, e questo giornale non la adotta.

Che cosa non sappiamo

Il dossier non contiene la data di entrata in vigore delle due leggi citate, né le soglie dimensionali che definiscono quali piattaforme siano soggette alla AB 1709. Non contiene le sanzioni previste in caso di inadempienza, né l’organo incaricato della vigilanza. Non contiene il testo completo dell’elenco dei più di dieci provvedimenti, quindi non possiamo descrivere le misure diverse dalle due citate. Non contiene reazioni delle aziende interessate né eventuali annunci di ricorsi.

Un punto merita cautela particolare: la SB 1119 prevede notifiche ai genitori in presenza di minacce di autolesionismo, ma il dossier non specifica in quali casi la notifica scatti, con quali garanzie per la riservatezza dell’utente minorenne e chi valuti la soglia di rischio. È il nodo più delicato del pacchetto, perché mette in tensione due obiettivi legittimi — protezione e riservatezza — e il modo in cui viene risolto nel testo normativo, oggi, non è documentato dalle fonti disponibili.

La verifica pratica arriverà dal primo ciclo di valutazioni annuali e di audit indipendenti previsti dalle norme firmate il 10 settembre.

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