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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura sabato 12 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Trump esclude un intervento contro gli Houthi, Riad sospende la risposta

Sviluppo dell'apertura del mattino: da Dublino il presidente statunitense dice che Washington non interverrà in Yemen; l'Arabia Saudita annuncia di non rispondere per ora all'attacco che ha fermato l'oleodotto Est-Ovest.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Feyza Daştan su Pexels

Stamattina questo giornale ha aperto sull’avanzata Houthi lungo la costa yemenita del Mar Rosso e sugli impianti energetici sauditi fermati. Nel corso della giornata sono arrivati due fatti nuovi, e riguardano entrambi la reazione — o la sua assenza.

Il primo: Donald Trump, parlando dall’Irlanda, ha detto il 12 settembre che gli Stati Uniti non interverranno contro i ribelli yemeniti. Lo riferisce El País, che lega la dichiarazione alla chiusura dell’oleodotto saudita Est-Ovest, fermo da venerdì sera dopo l’attacco che lo ha colpito.

Il secondo: Riad ha comunicato il 12 settembre che per ora non risponderà. La posizione è riportata dalla Saudi Press Agency (agenzia di stato saudita) e figura anche nella ricostruzione di El País: il regno dichiara di voler lasciare al governo iracheno la possibilità di impedire nuovi attacchi. L’attribuzione saudita indica infatti come provenienza dei droni il territorio iracheno, con obiettivi colpiti nelle regioni di Riad e Medina. L’attacco ha causato feriti e danni; nelle fonti consultate non compare un numero di feriti, e finché non compare questo giornale non lo scrive. L’infrastruttura coinvolta è la conduttura che attraversa il paese da est a ovest, lunga 1.200 chilometri secondo El País: serve a portare il greggio dal Golfo verso il Mar Rosso, cioè a evitare il passaggio per lo stretto di Hormuz. Fermarla significa riconsegnare il traffico alla rotta che si voleva aggirare.

Sul terreno, intanto, la geografia si muove

Il quadro militare è cambiato in poche ore. Un responsabile del governo yemenita ha dichiarato all’AFP che imbarcazioni con uomini armati Houthi sono arrivate sull’isola di Mayyun — conosciuta anche come Perim — dopo che le forze governative se ne erano ritirate; il dispaccio è ripreso da Khlaasa Net. Reuters, citando fonti governative yemenite, riferisce che i combattenti hanno raggiunto la città costiera di Dhubab, affacciata sullo stretto: la ricostruzione compare su Al-Araby Al-Jadeed e su Asharq Al-Awsat, che si appoggia a fonti governative yemenite e all’agenzia AP. La citazione originale del responsabile yemenita supera il limite di parole che questo giornale si è dato: la riassumiamo senza virgolette.

Mayyun sta in mezzo al passaggio fra Mar Rosso e Golfo di Aden. L’avanzata segue la presa della città portuale di Mokha e l’estensione del controllo su isole del Mar Rosso meridionale, fra cui Zuqar e l’arcipelago delle Hanish. Attraverso lo stretto transita circa il 7% della produzione mondiale di petrolio.

Non risulta finora una conferma internazionale indipendente del controllo totale di Mayyun o del controllo operativo di Bab el-Mandeb.

Questo è il punto che separa la posizione militare dalla capacità di chiudere una rotta. Arrivare su un’isola non equivale a governare il traffico che le passa accanto, e nessuna fonte terza ha finora certificato il secondo passaggio.

Le due strettoie insieme

Sul versante opposto della penisola arabica, l’Iran ha annunciato che l’Oman ospiterà una riunione regionale dedicata alle rotte di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz: l’annuncio compare nel briefing mondiale del 12 settembre dell’agenzia Anadolu ed è ripreso, insieme al quadro yemenita, dalla rassegna di Aks Alser. Data, sede e partecipanti non risultano dal materiale disponibile.

Restano fuori dalla nostra portata due elementi decisivi: quando e se l’oleodotto Est-Ovest tornerà in funzione, e quale sia la risposta del governo iracheno alla richiesta saudita. Il fatto acquisito alle 16:30 è che due delle tre vie del greggio mediorientale — la conduttura terrestre e il passaggio di Bab el-Mandeb — risultano oggi, per ragioni diverse, meno disponibili di una settimana fa.

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