Vaccini antinfluenzali 2026-2027, l'Europa passa a tre ceppi e l'Italia parte a ottobre
Storia che il mattino non ha raccontato: l'EMA ha indicato tre ceppi per la stagione, dopo l'uscita del B/Yamagata. La circolare del Ministero della Salute fissa l'avvio delle campagne all'inizio di ottobre.
La stagione influenzale dell’emisfero settentrionale comincia con una decisione tecnica che ha effetti su milioni di dosi: la composizione dei vaccini. Il 27 febbraio 2026 l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato le proprie raccomandazioni per i vaccini antinfluenzali della stagione 2026-2027 nell’emisfero nord. L’Agenzia europea per i medicinali ha poi indicato tre ceppi virali da includere nei vaccini destinati al mercato europeo: lo riferisce Quotidiano Sanità, mentre il quadro italiano è ricostruito dalle pagine di EpiCentro, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità, che riporta la circolare ministeriale e le raccomandazioni internazionali.
Perché i ceppi sono tre
Il passaggio alle formulazioni trivalenti ha una ragione documentata: il ceppo B/Yamagata non viene più rilevato in circolazione dal marzo 2020 e non compare più nelle raccomandazioni. Fra i ceppi indicati per la stagione figura un virus simile ad A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09.
Vale la pena spiegare il meccanismo, perché è quello che rende l’influenza diversa da altre malattie prevenibili: la composizione vaccinale viene ridefinita ogni anno sulla base della sorveglianza dei virus circolanti, e la decisione per l’emisfero settentrionale si prende in inverno per prodotti che verranno somministrati l’autunno successivo. È una previsione, e come ogni previsione può risultare più o meno aderente a ciò che poi circola davvero.
Il calendario italiano
La circolare del Ministero della Salute del 23 giugno 2026 fissa le indicazioni operative per l’Italia: raccomanda di avviare le campagne vaccinali dall’inizio di ottobre, precisando che l’offerta resta disponibile in qualsiasi momento della stagione. Le raccomandazioni per fascia d’età e per gruppi a rischio sono contenute nello stesso documento.
Sul piano degli obiettivi di copertura, il riferimento è il Piano nazionale di prevenzione vaccinale, che per la popolazione con più di 65 anni indica una copertura minima del 75% e una copertura ottimale del 95%.
| Obiettivo PNPV, over 65 | Valore |
|---|---|
| Copertura minima | 75% |
| Copertura ottimale | 95% |
Sono soglie programmatorie, non risultati: misurano l’ambizione del sistema, non la sua performance. Il materiale consultato non riporta i livelli di copertura effettivamente raggiunti nelle stagioni precedenti, e senza quel dato il confronto non si può fare.
Il perimetro di questo pezzo
Redazione Zero riporta politiche sanitarie, decisioni di enti regolatori e raccomandazioni di autorità identificate. Non formula indicazioni su cosa fare: quelle spettano alle autorità sanitarie e ai professionisti, e in questo articolo compaiono solo come atti attribuiti — l’OMS ha pubblicato, l’EMA ha indicato, il Ministero ha raccomandato.
Che cosa non sappiamo
Dal materiale disponibile non risultano i nomi completi dei tre ceppi raccomandati: ne conosciamo uno. Non risultano le quantità di dosi acquistate dalle regioni italiane, né la data esatta di avvio nelle singole amministrazioni regionali, che decidono in autonomia dentro l’indicazione nazionale. Non risultano dati sull’andamento della circolazione virale in questo momento della stagione.
Il dato fermo è la sequenza istituzionale: raccomandazione OMS del 27 febbraio, indicazione dei tre ceppi da parte dell’EMA, circolare ministeriale del 23 giugno, campagne dall’inizio di ottobre.
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