Venezia 83, il Leone d'oro va a «Woman Unknown» di May el-Toukhy
La Mostra si è chiusa il 12 settembre 2026. Il film premiato con il massimo riconoscimento ha ottenuto anche la Coppa Volpi per la migliore attrice, a Mathilde Arcel. Il Leone d'argento - Gran Premio della Giuria è andato a «Possible Love» di Lee Chang-dong.
L’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia si è chiusa il 12 settembre 2026 assegnando il Leone d’oro per il miglior film a «Woman Unknown», diretto da May el-Toukhy.
Lo stesso film ha ottenuto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, andata a Mathilde Arcel. Il Leone d’argento - Gran Premio della Giuria è stato assegnato a «Possible Love» di Lee Chang-dong. Il palmarès è riportato da ComingSoon.it; la proiezione del film vincitore, in Sala Darsena alle 21:30 del 12 settembre, figura nel programma ufficiale della Biennale.
Un dato che vale più di un commento
«Woman Unknown» era l’unico dei 21 film in concorso diretto da una donna: lo indica ComingSoon.it. È l’informazione più significativa dell’intera giornata veneziana, e non per ragioni simboliche.
La composizione di un concorso è una decisione presa mesi prima, da chi seleziona; il verdetto è preso da una giuria che sceglie all’interno di quella selezione. Le due cose si misurano separatamente. Un rapporto di una regista su ventuno titoli descrive l’esito di un processo di selezione, non l’opinione della giuria; il premio descrive l’opinione della giuria, non il processo di selezione. Quando coincidono come quest’anno, la coincidenza va letta per quello che è: la giuria ha premiato il film che, nel concorso, occupava una posizione statisticamente isolata.
Il materiale di oggi non contiene i dati delle edizioni precedenti della Mostra, e per questo non offriamo confronti storici: ogni serie temporale che non abbiamo verificato resta fuori dal pezzo.
Che cosa comprende il palmarès che abbiamo
I riconoscimenti documentati sono tre: Leone d’oro al film, Coppa Volpi femminile, Leone d’argento - Gran Premio della Giuria. Non abbiamo il resto del palmarès — regia, sceneggiatura, interpretazione maschile, premi delle sezioni parallele — e non lo ricostruiamo per memoria. Un elenco di premi incompleto presentato come completo è un errore che si propaga rapidamente, perché chi cita a sua volta non torna alla fonte.
Vale la pena notare la doppia premiazione: il Leone d’oro e la Coppa Volpi allo stesso titolo indicano una giuria che ha riconosciuto insieme il film e la sua interprete principale, invece di distribuire i riconoscimenti fra opere diverse — una scelta di concentrazione che non è la norma nei festival maggiori, ma che il nostro materiale non ci permette di confrontare con le edizioni passate.
Il festival come infrastruttura
La riproiezione del film premiato la sera stessa della premiazione, in una sala grande e per il pubblico, è un dettaglio organizzativo che dice molto del funzionamento contemporaneo dei festival. Il verdetto non chiude l’evento: lo rilancia verso gli spettatori paganti, in un intervallo di poche ore, quando l’interesse è al massimo. La Mostra assegna premi e, nello stesso movimento, mette il titolo premiato davanti a chi non l’ha visto.
Che cosa non sappiamo
Non sappiamo la nazionalità di produzione di «Woman Unknown», né la sua durata o la trama: il materiale di oggi non le contiene. Non sappiamo quando i film premiati usciranno nelle sale, in Italia o altrove, né se abbiano già una distribuzione. Non sappiamo come fosse composta la giuria.
Quello che si può dire con certezza è che «Woman Unknown» esce da Venezia con due dei riconoscimenti più visibili del concorso, e che «Possible Love» di Lee Chang-dong è il secondo titolo del palmarès principale.
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